Rijeka, prenditi la finale

Stasera al Drosina la semifinale di Coppa nel derby contro l’Istra 1961. I fiumani sono i grandi favoriti ma Tomić predica prudenza. «Loro hanno tante qualità. La chiave sarà l’atteggiamento e la voglia di vincere», sottolinea il tecnico sebenzano

Franko Andrijašević e Stjepan Lončar sono pronti

L’attesa è finita. È il match che può valere una stagione. Stasera lo stadio Aldo Drosina di Pola sarà teatro della semifinale in gara unica di Coppa Croazia tra Istra 1961 e Rijeka (fischio d’inizio alle 18). In palio la possibilità di giocarsi il Sole di Rabuzin il prossimo 19 maggio a Velika Gorica. All’ombra dell’Arena i fiumani andranno a caccia della loro ottava finale, la terza consecutiva. L’obiettivo è uno soltanto: vincere. E poi aspettare di conoscere l’avversario nell’ultimo atto (la data dell’altra semifinale tra Dinamo e Gorica non è stata ancora stabilita dati gli impegni in Europa League degli zagabresi). La bilancia pende ovviamente dalla parte della truppa di Tomić, ma la Coppa è una competizione che riserva sempre tante sorprese e non sempre la squadra più forte passa il turno (o alza il trofeo). Il Rijeka arriva a questa sfida nel suo momento migliore, sulla scia dei quattro successi consecutivi inanellati in campionato. Una squadra che non sta facendo entusiasmare sotto il profilo del gioco, ma cinica e pragmatica, capace di vincere pur non spingendo al massimo, come si è visto qualche giorno fa a Sebenico. Merito di Tomić, il quale ha subito capito che, ora che la stagione è arrivata nella sua fase più calda, l’unica cosa che conta è il risultato, a discapito del bel gioco. Giusto così.

 

Indubbiamente il Rijeka arriva meglio a questa semifinale dopo il poker di successi in campionato. Vincere aiuta a vincere. E fa bene al morale. In tanti vedono i detentori del titolo già all’atto conclusivo. Ma non è scontato. Guai ad abbassare la guardia. Nei tre confronti stagionali giocati fin qui il bilancio è di due affermazioni del Rijeka (entrambe per 2-1) e un pareggio (1-1), arrivato nello scontro più recente giocato a Rujevica esattamente due mesi fa (era il 14 febbraio). Da allora sono cambiate tante cose. Allora a guidare i padroni di casa era Rožman, mentre dall’altra parte c’era Jumić al debutto sulla panchina gialloverde. In questi 60 giorni il Rijeka ha cambiato allenatore ed è tornato prepotentemente in corsa per il terzo posto; viceversa, i polesi hanno abbandonato l’ultimo posto in classifica e ora mirano alla salvezza diretta, senza passare dal play-out. Ecco dunque che l’ultimo precedente non può essere preso come punto di riferimento, ma dev’essere comunque un monito.

Goran Tomić predica prudenza

Rientrano Lončar e Andrijašević
A Sebenico, oltre ai tre punti, è arrivata anche una seconda buona notizia, e cioè che nessuno degli otto diffidati è finito sul taccuino dell’arbitro. Ciò significa che, a parte Nwolokor per il quale la stagione è già finita, tutti gli altri sono disposizione. Fin qui Rožman e Tomić hanno sempre rimescolato le carte facendo un turnover ragionato nelle partite di Coppa, stavolta invece, visto che in gioco c’è la finale, difficilmente i titolari potranno tirare il fiato, nonostante siano reduci dalla battaglia dello Šubićevac. Rientrano dalla squalifica Lončar e Andrijašević, la cui assenza ha pesato non poco sabato scorso. In difesa, sulla corsia di sinistra, è sempre ballottaggio tra Štefulj e Vukčević, mentre sulla trequarti Menalo dovrebbe riprendere il suo posto sulla sinistra. In mediana Liber scalpita per una maglia da titolare dopo l’ottima prestazione contro lo Šibenik, anche se molto probabilmente Tomić andrà sul sicuro confermando Čerin accanto a Lončar. Per il resto non dovrebbero esserci sorprese, con Drmić che tornerà al vertice dell’attacco.

Pronti a tutto
“La Coppa è una competizione molto particolare in cui l’unica cosa che conta è arrivare fino in fondo, ma lungo il cammino ci sono tanti ostacoli da superare – ribadisce con filosofia Tomić –. L’Istra è un avversario insidioso, però come sempre siamo concentrati su noi stessi, a come alzare il nostro livello di gioco e a correggere gli errori in corsa. La chiave sarà l’atteggiamento. Chi avrà più voglia di vincere conquisterà la finale. È una partita secca in cui può succedere di tutto. Una di quelle che possono essere decise anche da un episodio, perciò dovremo essere pronti a tutto. La posta in palio è altissima e noi vogliamo questa finale”.

Parlando dei polesi, sulla cui panchina aveva trascorso la prima parte della stagione 2016/17, oltre a essere stato corteggiato a lungo dopo l’esonero di Budicin, il tecnico sebenzano è perfettamente consapevole delle insidie che nasconde la sfida di stasera. “Affrontiamo un avversario che ha tante qualità. Nell’ultimo periodo sono cresciuti trovando anche continuità di risultati. È una squadra difficile da affrontare: ordinata, che concede poco, che gioca con pazienza e intelligenza tattica, sfruttando molto bene il contropiede e la velocità dei suoi attaccanti. Ci vorrà la partita perfetta, non dovremo sbagliare nulla. Il poker in campionato? Ora vogliamo allungare questa striscia anche in Coppa. Stiamo attraversando un buon momento, ma guai a peccare di superbia o a montarci la testa. A parlare dev’essere il campo, dove voglio vedere sempre una squadra umile che lotta su ogni pallone”, ha concluso Tomić.

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