Rijeka in cerca di risposte

Stasera, venerdì 13 gennaio, alle 17 a Rujevica arriva l'Honved nell'ultima amichevole in vista della ripresa del campionato

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Rijeka in cerca di risposte
Alen Halilović. Foto: LUKA STANZL/PIXSELL

Ancora una settimana e poi si torna a fare sul serio. Prima della ripresa del campionato e la trasferta di Osijek (sabato 21 alle ore 15) c’è però da sistemare gli ultimi dettagli. A che punto è arrivato il Rijeka lo si capirà meglio stasera, dopo la prova generale con l’Honved in programma allo stadio di Rujevica con fischio d’inizio alle ore 17. L’undici di Budapest, una delle società storiche del calcio ungherese, è al momento penultimo nel proprio campionato, ma nemmeno il Rijeka sta meglio e pertanto sarà sicuramente un test indicativo per entrambe. I fiumani hanno cambiato volto durante la pausa invernale, però bisognerà capire se ci sarà o meno la tanto auspicata inversione di tendenza. Una prima risposta la si avrà sicuramente in occasione della trasferta al Gradski vrt. In occasione dell’amichevole di stasera l’allenatore Sergej Jakirović dovrebbe affidarsi a una formazione che si avvicinerà molto a quella attesa contro l’Osijek, senza però scoprire ovviamente tutte le carte in tavola.

A differenza dei test con Slaven Belupo, Dolny Kubin e Gorica, senza dimenticare quello allo Stadium di Torino con la Juventus, l’amichevole con l’Honved sarà aperta al pubblico. O forse meglio dire a una parte del pubblico, ovvero agli abbonati che avranno l’ingresso libero (tribuna occidentale) e potranno usufruire anche del parcheggio ufficiale.
La compagine magiara, nella quale milita anche l’ex Luka Capan, si sta preparando per la ripresa del campionato in Istria e finora ha disputato due test contro squadre croate: con la Lokomotiva è arrivato un pareggio per 0-0, mentre con l’Osijek il successo per 2-1.
In attesa di capire che Rijeka vedremo alla ripresa del campionato, a tracciare un bilancio sulle ultime settimane di lavoro è il preparatore atletico Marin Ivančić, arrivato a Fiume come parte del team di Jakirović. “Posso ritenermi abbastanza soddisfatto per quanto fatto finora. La maggior parte dei giocatori ha svolto la completa preparazione, il che è incoraggiante. Devo però sottolineare che non è stata la classica preparazione invernale a causa dei Mondiali in Qatar e della conseguente modifica del calendario. I ragazzi hanno lavorato davvero sodo in queste ultime settimane anche perché il nostro regime di allenamento è abbastanza duro e intenso. Al momento del mio arrivo al Rijeka, e dopo accurate analisi in merito, ho capito che i rispettivi giocatori avevano margini di miglioramento per quanto concerne le capacità energetiche. Devo esprimere la mia soddisfazione per il fatto che i ragazzi hanno accettato il piano di lavoro senza alcuna obiezione, consapevoli di poterne trarre dei benefici nei prossimi mesi. Con l’avvicinarsi del 21 gennaio intendiamo ridurre sensibilmente la mole di lavoro di modo da non strafare e imbatterci così in problemi inutili, leggi possibili infortuni muscolari. Una volta raggiunta l’ideale condizione fisica, la squadra avrà bisogno di trovare anche un po’ di freschezza atletica. Insomma, per farla in breve, ci vuole un giusto bilanciamento di modo che la squadra riesca a correre per novanta minuti, ma senza accusare il fiatone per il fatto si è allenata poco e male oppure perché ha lavorato troppo”.
La tenuta fisica, oltre alle note manchevolezze tecniche, è stata una dei crucci nel girone autunnale soprattutto in alcuni giocatori. Primo fra tutti Alen Halilović, dalla cui condizione fisica e stato di salute dipenderà parecchio in ottica di rendimento della squadra. È lui che dovrà inevitabilmente accendere la luce e prendere per mano i compagni. Del resto, è questo il motivo per il quale il Rijeka lo ha corteggiato a lungo.

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