Rijeka, adesso è crisi vera

Contro l'Istra 1961 si è vista una squadra molle, impacciata, confusa e senza un'idea precisa di gioco. Domani c'è il Gorica in un match che rappresenta già uno spareggio per il terzo posto e per l'Europa. «Vincere ci darebbe una bella iniezione di fiducia necessaria per farci svoltare», dice l'esterno offensivo Luka Menalo

Luka Menalo in azione con l’Istra 1961

I numeri sono impietosi: il Rijeka non vince a Rujevica dallo scorso 8 novembre, incassa almeno un gol da sette gare consecutive, nelle quali ha raccolto 8 punti sui 21 a disposizione. La crisi è ufficialmente aperta. E non solo di risultati, bensì anche di gioco, come ha sancito il pareggio nel derby con l’Istra 1961. Se fino a due giorni fa i fiumani erano quelli che comunque macinavano gioco, stavolta è mancato pure quest’elemento. Una squadra molle, impacciata, confusa, senza idee. L’aspetto più preoccupante emerso domenica è che per lunghi tratti sono stati gli ospiti a fare la partita. E se in casa tua l’ultima in classifica ti mette alle strette, allora è allarme rosso. La squadra sta evidentemente pagando dazio del dover giocare ogni tre giorni, il che non dà la possibilità (né il tempo) di allenarsi, di rifiatare e nemmeno di provare nuove soluzioni. E il calendario, tanto per cambiare, non dà una mano dal momento che all’orizzonte si stagliano già le sfide contro Gorica, Osijek, Hajduk e Dinamo. Di questo passo è a forte rischio anche l’Europa perché il quarto posto potrebbe non essere sufficiente per agguantare i preliminari della Conference League (e anche pensare di arrivare in fondo alla Coppa appare alquanto improbabile). Ora arrivano una dopo l’altra due trasferte molto impegnative, Gorica domani e Osijek domenica. Bisognerà necessariamente cercare di limitare i danni perché poi finalmente si potrà tirare brevemente il fiato in quanto il match contro l’Hajduk è in programma il 27 febbraio, con Rožman che si troverà una settimana piena a disposizione per lavorare con un po’ più di tranquillità. Fino ad allora, c’è da stringere i denti.

 

 

Un punto guadagnato
“Il problema non è tanto il risultato finale quanto invece il gioco espresso – l’analisi di Luka Menalo, che torna sul pareggio contro i cugini di Pola –. Onestamente non ricordo una prestazione così scialba e il risultato lo testimonia. Non vinciamo da un bel po’ a Rujevica e ci aspettavamo tutti una vittoria, che però non è arrivata. Bisogna cambiare qualcosa e pure in fretta. Solitamente quando le cose vanno male, l’unico modo per uscirne è farlo attraverso il lavoro, in questo caso è però difficile perché non abbiamo il tempo materiale per farlo giocando in continuazione”.

Rožman ha indicato proprio nella stanchezza la causa principale della flessione subita dalla sua squadra, ma secondo l’esterno offensivo, almeno nel match contro i polesi, la chiave di lettura è un’alta. “Troppo facile parlare di stanchezza e di tante partite ravvicinate. Non eravamo stanchi, semplicemente era una giornata in cui non ci riusciva nulla. Alla fine, dispiace dirlo, ma è un punto guadagnato se consideriamo le loro occasioni, il gol annullato e la nostra prova sottotono”.

Sfida decisiva
Ora testa al Gorica, che domani sera farà gli onori di casa ai fiumani in un confronto che potrebbe rivelarsi forse decisivo nella corsa al terzo posto. La truppa di Oreščanin è a +8 e in caso di successo potrebbe tagliare dai giochi proprio il Rijeka che, a sua volta, andando a vincere nel cuore dello Turopolje, rimetterebbe tutto in discussione, considerando che ha pure una partita in meno rispetto Lovrić e soci. Peccato che, viste le ultime uscite, ci vorrà un capolavoro per centrare il colpaccio. Viceversa, il Gorica si ritrova un’occasione d’oro per affondare il colpo e mettere in cassaforte il terzo posto.

“Il calendario non ci aiuta. Non soltanto perché si gioca a ritmi forsennati, ma anche in quanto ora ci toccano in fila le squadre più forti del campionato. D’altro canto però, è anche una buona occasione per ripartire in quanto un successo contro una di queste avversarie sarebbe una bella iniezione di fiducia che potrebbe farci svoltare”.

Una nota positiva
L’unica nota positiva di queste ultime uscite è l’inserimento dei nuovi arrivati. Mudražija è ormai un punto fermo del centrocampo, Vukčević si sta facendo apprezzare sulla corsia di sinistra (e sta per rubare il posto a un irriconoscibile Štefulj, con la testa in vacanza dopo la firma con la Dinamo) e infine Drmić ha fatto il suo esordio contro l’Istra. La squadra ha bisogno di gol e il centravanti nativo del Canton Svitto potrebbe essere l’uomo della provvidenza data la sua grande esperienza, oltre che le indiscutibili doti tecniche.

“È vero, ma ci vorrà un po’ di pazienza perché sono appena arrivati e ci vuole del tempo per inserirsi in determinati meccanismi, a maggior ragione considerando che erano rimasti fermi per lungo tempo. Le loro qualità non si discutono e sicuramente ci torneranno molto utili”, ha concluso Menalo.

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