Mauro Ravnich: «Sarà spettacolo ma tiferò Spagna…»

Il fiumano è pronto a godersi il big match di stasera. «In tanti sono convinti che l'Italia sia favorita, io però dico che arrivati a questo punto del torneo non esistono favorite»

Mauro Ravnich

Euro 2020 va di fretta ed è già tempo di semifinali. Stasera a Wembley andrà in scena il primo atto, ovvero l’attesissima sfida tra Italia e Spagna. In palio la finalissima e la possibilità di giocarsi il titolo di campione d’Europa. È uno scontro tra titani, ormai un classico nelle rassegne continentali. Jorginho contro Busquets, Immobile contro Morata, Mancini contro Luis Enrique. Oltre che l’incrocio tra due filosofie diametralmente opposte. Chi seguirà con particolare pathos il match è il fiumano Mauro Ravnich, grande conoscitore del calcio spagnolo avendo vissuto diversi anni al di là dei Pirenei, prima da giocatore, poi da allenatore e dirigente. Lo intercettiamo sull’isola di Selve (Silba), il suo angolo di paradiso, dove ama trascorrere ogni estate.

 

”Che tipo di partita mi aspetto? Mi auguro bella e combattuta. Voglio godermi due ore di grande spettacolo – dice l’ex portiere di Rijeka, Valladolid e Lleida –. Chi tiferò? La Spagna. Sono molto legato a questo Paese. In tanti sono convinti che l’Italia sia favorita, io però dico che arrivati a questo punto del torneo non ci siano favorite. Oltretutto stiamo parlando di due grandissime nazionali. Fin qui gli azzurri si sono dimostrati più solidi degli spagnoli, che peraltro hanno rischiato grosso sia con la Croazia che con la Svizzera, ma non dimentichiamoci che gli azzurri hanno faticato parecchio contro la non certo irresistibile Austria”.

Per Ravnich il punto di forza delle Furie Rosse è allo stesso tempo il loro punto debole. “Sono maestri del palleggio già da tanti anni. Quando hanno il pallone si sentono sicuri, ma se glielo togli vanno in grossa difficoltà. L’Italia non è più quella catenacciara di un tempo. Hanno qualità, tecnica, sono rapidi e molto offensivi. Per non parlare di quanta attenzione dedicano alla componente tattica. Hanno quindi tutto per nascondere la palla agli avversari”.

Ottimisti di natura

E che aria tira in Spagna a poche ore dalla semifinale? “Gli spagnoli sono ottimisti di natura e ci credono eccome. C’è stata qualche polemica per la vicenda di Morata e per la papera di Unai Simon con la Croazia, ma nel momento in cui il risultato è dalla tua tutto il resto passa in secondo piano. Luis Enrique sulla graticola? Non è vero. Ha una personalità forte, un po’ come Guardiola e Mourinho, perciò a tanti non sta simpatico, ma è un grandissimo allenatore, gode della piena fiducia della Federazione e resterà al suo posto anche in caso di sconfitta”.

Sulla favorita al titolo Ravnich non si sbilancia, anche se… “Tutte e quattro possono vincere l’Europeo. Pure la Danimarca. È chiaro però che l’Inghilterra si ritrova con qualche chance in più rispetto alle altre giocando la ‘Final Four’ a Wembley. Senza contare che stanno giocando davvero bene, hanno la miglior difesa del torneo, non hanno subito nemmeno un gol fino a questo momento. Ai quarti hanno demolito l’Ucraina e arrivano in semifinale carichi a mille. Ma, come sempre, le partite bisogna prima giocarle”, conclude saggiamente.

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