Lo stadio di Cantrida promosso in Prima Lega

Lo storico impianto fiumano ha ottenuto la licenza della Federcalcio in vista della gara d’andata dello spareggio tra Orijent e Istra. L’ultima partita del massimo campionato fu giocata il 19 luglio 2015

Lo stadio di Cantrida ripreso da un drone

Cantrida riacquista lo status di stadio con la licenza di Prima Lega. A cinque anni dal trasferimento del Rijeka a Rujevica, lo storico impianto fiumano, mai dismesso del tutto, potrebbe tornare a ospitare l’Hajduk, la Dinamo, lo stesso Rijeka e tutte le altre squadre del massimo campionato, a condizione che l’Orijent 1919 riesca a superare le qualificazioni per la promozione nella prima divisione nazionale. L’ultima partita di Prima Lega fu giocata il 19 luglio 2015 e terminò in parità, per 3-3, tra il Rijeka e lo Slaven Belupo.
Domenica sera (ore 20) la formazione di Crimea riceverà a Cantrida l’Istra 1961 nella gara d’andata dello spareggio promozione. Come è noto, lo stadio dell’Orijent 1919 riesce a malapena a soddisfare i criteri per la Seconda Lega, competizione per la quale la Federcalcio ha rinnovato la licenza anche nella stagione 2020/2021.
Per poter disputare lo spareggio a Cantrida l’Orijent 1919 ha dovuto assicurare da subito le condizioni richieste dalla Federcalcio, tra le quali la sistemazione dei tornelli agli ingressi, operazione finanziata dalla municipalità fiumana. Per il resto, lo stadio di Cantrida soddisfa tutti i criteri richiesti. Sarebbe stato sicuramente più economico giocare lo spareggio con l’Istra 1961 a Rujevica, presa come variante di riserva, in quanto gli interventi a Cantrida servirebbero praticamente per una sola partita nel caso che l’Orijent 1919 non dovesse andare in Prima Lega.
A prescindere dall’esito del doppio spareggio, nella prossima stagione a Cantrida si giocherà almeno ogni due settimane visto che l’Opatija ha da poco raggiunto la promozione in Seconda Lega. Gli abbaziani hanno infatti registrato lo stadio fiumano come sede degli incontri casalinghi. La licenza per Cantrida era comunque soltanto una formalità, legata agli interventi infrastrutturali. Per questo la commissione della Federcalcio non ha trovato motivi per negare il suo consenso. La delegazione dell’HNS era composta da Ivančica Sudec, responsabile per gli affari internazionali e licenze, Miroslav Marković, del dipartimento per la sicurezza nonché Vibor Granić, esperto per le infrastrutture sportive.

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