Il 3.maj è salvo. Governo: Sì al riavvio della produzione

Il cantiere 3.maj di Fiume. Foto: Nel Pavletic/PIXSELL

Arrivano le garanzie di stato per il salvataggio del 3.maj. Il governo ha deciso oggi, nel corso della sua prima sessione dopo la pausa estiva, di emettere le garanzie statali affinché il cantiere navale fiumano possa accendere un mutuo presso la Banca croata pe il rinnovo e lo sviluppo (HBOR) e altri istituti bancari e così creare le condizioni per il riavvio della produzione e la conclusione dei lavori già iniziati su alcune navi.

Il premier Plenković ha dichiarato che prima di prendere questa decisione, il governo ha incontrato la dirigenza, i sindacati e i lavoratori del 3.maj, dopodiché “si è andati in questa direzione anche per ridurre le perdite della Repubblica di Croazia”. “Credo che si tratti di una decisione importante e coraggiosa”, ha concluso il primo ministro.

Il ministro dell’Economia, Darko Horvat, ha informato l’Eecutivo sui problemi e sull’attuazione del piano di ristrutturazione del cantiere quarnerino, sottolineando che l’Erario ha subito finora un danno quantificabile in 4 miliardi di kune (400 milioni di euro).

Il ministro delle Finanze, Zdravko Marić, ha precisato che l’emissione della garanzia è condizionata e vale soltanto fino a un importo di 150 milioni di kune (20 milioni di euro). “La prima condizione da rispettare spetta alla dirigenza del cantiere, ossia i manager fiumani devono raggiungere un accordo con i creditori sul rinvio del pagamento dei debiti fino al 1.mo settembre 2021 – ha sottolineato Marić –. In questo modo verrebbero a crearsi le condizioni per l’emissione formale della garanzia”. Il ministro delle Finanze ha precisato che la “garanzia condizionata non è una novità, ma prendendo in considerazione che il cantiere è bloccato da un gran numero di creditori, è necessario preparare il terreno e soddisfare dei criteri ben precisi”. Marić ha aggiunto che l’importo garantito di 150 milioni di kune necessario per il riavvio della produzione e lo sblocco del conto corrente “dovrebbe bastare per la produzione e il versamento degli stipendi arretrati”.

Il piano di salvataggio del 3.maj prevede che i creditori accettino il pagamento del 15 per cento del debito complessivo che il cantiere ha nei loro confronti, a patto che per la rimanente parte non decidano di bloccare il conto dello squero per i prossimi due anni. L’85 per cento dei debiti verso i creditori sarebbe congelato fino al 1.mo settembre 2021, permettendo così al 3.maj  di portare a termine i lavori di costruzione delle navi già avviati nei mesi precedenti. Si tratta della bulk carrier per la committente canadese Algoma, di una nave per il trasporto di auto e camion, e di quella per il trasporto di prodotti chimici, che si trova all’Uljanik di Pola. La nave per il trasporto di auto e camion fa parte della massa fallimentare del cantiere istriano e per essa va trovata ancora una soluzione, mentre quella che si trova a Pola è di piena proprietà del 3.maj e, quindi, può essere trasferita a Fiume non appena saranno create le condizioni.

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