Guerra dei Tir. Zagabria e Lubiana dialogano

Una colonna di autotreni fermi presso il valico di Bregana-Obrežje // Foto: Tomislav Miletic/PIXSELL

ZAGABRIA | Le autorità di Zagabria e Lubiana stanno dialogando al fine di evitare lo scoppio della cosiddetta guerra dei Tir. Gli autotrasportatori, specialmente quelli croati, sono infuriati per la decisione di Lubiana d’interdire al traffico pesante ben 17 valichi di confine. Il ministro croato del Mare, del Traffico e delle Infrastrutture, Oleg Butković, ha confermato ieri che giovedì prossimo è in programma un incontro tra i rappresentanti del suo dicastero e quelli del Ministero dei Trasporti della Repubblica di Slovenia.
“La Croazia non è contraria alla decisione slovena. Anzi, reputiamo che si tratti di una soluzione valida in quanto contribuirà a incrementare la sicurezza lungo le strade statali in entrambi i Paesi”, ha dichiarato Butković, che la settimana scorsa aveva incontrato a Lubiana la sua omologa slovena, Alenka Bratušek. Nel corso del loro colloquio i due avevano affrontato la questione e discusso della manutenzione dei ponti situati ai valichi di frontiera tra i due Paesi. “Abbiamo stabilito – ha proseguito – che i nostri servizi, più correttamente i rappresentanti delle direzioni dei due Ministeri, si siederanno attorno a un tavolo. Sono convinto che si tratti di un fatto positivo sia per noi che per loro. Mi auguro che riusciremo a individuare una soluzione soddisfacente”.
Il 1° giugno scorso in Slovenia è entrato in vigore un nuovo regolamento attinente alla circolazione degli autocarri di peso superiore alle 7,5 tonnellate. I camionisti sono rimasti indignati dal fatto che le autorità slovene abbiano interdetto al traffico pesante 17 valichi di confine, tra i quali quelli di Rupa-Jelšane e Pasjak-Starod, alle spalle di Fiume. Attraverso i valichi nell’entroterra quarnerino ora possono transitare unicamente gli autotreni diretti nelle Regioni istriana, litoraneo-montana e della Lika e Segna, oppure quelli di aziende con sede in queste tre Contee. Tutti gli altri sono stati dirottati verso i principali valichi croato-sloveni, quelli di Bregana-Obrežje (nei pressi di Zagabria) e Macelj-Gruškovje (non distante da Krapina), creando enormi intasamenti, con tempi d’attesa anche di dieci ore. Gli autotrasportarti croati hanno annunciato di valutare la possibilità di organizzare una protesta. Quest’ultima potrebbe culminare con il blocco dei valichi di frontiera. Una mossa, questa, che se messa in atto durante la stagione turistica potrebbe mandare in tilt il traffico.

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