Musica e arte. La vita dopo la quarantena

Il musicista e artista Vedran Ružić si è presentato all'Export in Delta con il progetto artistico e musicale «Forbidden Live»

All’evento si è esibito il Quartetto Vedran Ružić

L’Export in Delta ha ospitato martedì scorso il progetto artistico e musicale “Forbidden Live” di Vedran Ružić, nato dopo il lockdown con l’obiettivo di cogliere e apprezzare ogni occasione di esibirsi dal vivo dinanzi a un pubblico. Questo musicista/artista di Volosca ha voluto fondere l’arte pittorica con la musica presentandosi contemporaneamente con una mostra e un concerto. Il progetto espositivo accenna all’isolamento, al silenzio, alla censura, al controllo, alla chiusura nelle proprie case, alla pazienza, all’attesa, all’emigrazione, alle melodie proibite che hanno segnato i due mesi di quarantena in primavera. La mostra è stata accompagnata dal concerto basato sull’ultimo album del Quartetto Vedran Ružić, “Forbidden Live”, inciso al primo concerto dopo il lockdown tenutosi a Pisino. Assieme a Ružić al contrabbasso e al basso elettrico, si sono esibiti Hrvoje Galler al pianoforte, Jaka Kopač al sassofono e Adriano Bernobić alla batteria.

Opera d’arte totale
“Forbidden melody, ovvero ‘Forbidden Live’, è un progetto visivo e musicale concepito come un gesamtkunstwerk (in tedesco ‘opera d’arte totale’, nda) – ha dichiarato Vedran Ružić, il quale si è detto compiaciuto per aver avuto l’opportunità di presentare le sue opere nello splendido spazio dell’Export -. I lavori che ho esposto sono stati creati lo scorso febbraio e durante il lockdown, ma non ho ancora finito di lavorarci su. Continuo a elaborare nuove idee e ad espandere il mio progetto espositivo. Questa serie di lavori è particolare perché nella sua creazione ho utilizzato esclusivamente oggetti che avevo a casa: vecchi libri, scaffali, cassetti, un antico letto, sacchi di cemento che ho quindi usato per realizzare nuovi elementi della mostra… Una delle opere è il trittico Forbidden melody, che rappresenta la transizione dalla nascita della vita al Paradiso. La vita è rappresentata da cinque linee che ricordano il filo spinato, mentre l’eternità è un rigo musicale vuoto”, ha precisato il musicista e artista, aggiungendo che il suo progetto è nato dal desiderio di superare la crisi causata dalla pandemia durante il lockdown. Uno dei lavori presentati alla mostra, intitolato “Girasole”, è stato realizzato con mozziconi di sigarette che l’artista ha raccolto durante i suoi giri in bicicletta in spiaggia e nei boschi durante la quarantena.

Il filo spinato è un simbolo ricorrente nel ciclo Forbidden melody

Senso di scoraggiamento
“Con questo progetto ho voluto in un certo senso sfruttare l’atmosfera di quanto accadeva in primavera e lottare così contro il senso di scoraggiamento che ci pervadeva. Desideravo trovare un senso nel silenzio che ci ha avvolti”. La serie Forbidden melody ha suscitato l’interesse di gallerie e musei, che hanno invitato Ružić a esporre nei loro spazi.

La parte musicale del progetto è nata come conseguenza di sei mesi d’impossibilità di tenere concerti in seguito alla pandemia. “Finalmente, il 7 giugno a Pisino sono nuovamente salito sul palco con i miei amici musicisti provenienti da Zagabria e Lubiana – ha ricordato -. È stato abbastanza coraggioso registrare il concerto Forbidden Live, visto che per tanto tempo non ci era stato possibile tenere le prove. Il concerto si potrà vedere online ed è possibile che venga trasmesso anche in televisione. In quell’occasione abbiamo eseguito nove composizioni”, ha concluso Vedran Ružić.

La corona come simbolo
Il curatore della mostra, Mladen Lučić, ha spiegato che nelle sue opere Ružić fa uso dei medesimi simboli utilizzati al contrabbasso: le corde e le note musicali. “L’artista ha creato una fusione tra la musica e le opere d’arte esprimendosi come un’artista di grande erudizione, il che vuol dire che nel suo lavoro segue sia i principi della minimal art che dell’arte concettuale e dell’arte povera, con in sottofondo le esperienze del movimento Fluxus, i cui membri si esprimevano pure attraverso l’arte e la musica. Nei lavori di Vedran Ružić possiamo trovare la corona, il simbolo musicale che segna il silenzio e che ci associa pure al virus che ha attanagliato il mondo. La corona nelle sue opere è il soggetto principale e parla simbolicamente del tempo che si è fermato e che si metterà nuovamente in moto quando sarà cessata la pandemia”, ha osservato il curatore. La mostra si può visitare fino al 20 ottobre.

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