L’INTERVENTO Immigrazione o famiglia

Il premier ungherese Viktor Orban

Si è tenuta il 23-24 settembre 2021 a Budapest la 4° Conferenza demografica organizzata come un forum sulle politiche a favore della famiglia e altre misure per frenare l’invecchiamento della popolazione senza ricorrere all’immigrazione di massa, a cui hanno partecipato alcuni leader populisti: il Presidente serbo Aleksandar Vučić, il leader serbo-bosniaco Milorad Dodik, il premier sloveno Janez Janša, il primo ministro ceco Andrej Babiš e l’ex vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence. Alcuni giorni prima della conferenza, la Commissione UE aveva bloccato i fondi del Recovery destinati all’Ungheria a causa delle recenti modifiche di legge che hanno reso illegale la promozione di determinati contenuti LGBTQ per i minori nelle scuole e nei media… Zoltan Kovacs, portavoce del governo ungherese, aveva affermato a questo proposito: “Trattenere i fondi del Recovery plan è parte della campagna organizzata dal mainstream e dalla sinistra europea contro l’Ungheria perché resistiamo contro la diffusione dell’ideologia LGBTQ nelle scuole e nei media”. Il premier ungherese Viktor Orban nel suo intervento alla Conferenza ha descritto molto chiaramente il vero scopo della stessa: “L’immigrazione dai Paesi afro-asiatici non è un fenomeno spontaneo. È orchestrata dalle ONG finanziate dalle istituzioni più rappresentative del disegno mondialista. L’idea è quella di creare un ammasso di gente senza identità. È il disegno originario del conte Kalergi, il nobile austriaco che già negli anni’ 20 venne finanziato dai Rothschild e dai Warburg (le famiglie più potenti del mondo). Come risultato delle nostre politiche”, ha affermato Orbán, “abbiamo quasi raddoppiato i matrimoni e goduto di un calo del 41 p.c. di aborti dal 2010. Devo dirvi onestamente, le famiglie che sono alla base delle nostre società, sono sotto attacco da parte delle forze liberali occidentali, ma non ci arrenderemo”. Riconoscendo Orban come il vero leader ideologico nella lotta contro la “tirannia” di Bruxelles e il mainstream liberale occidentale, nella discussione hanno preso la parola alcuni suoi colleghi. Aleksandar Vučić si è lamentato di come “oggigiorno sia scortese parlare di valori familiari perché potresti offendere qualcuno, anche se puoi discutere liberamente della nuova pettinatura del tuo cane. Stiamo affrontando un marxismo politico liberale che ci costringe ad ascoltare nuove teorie che minano la nostra sopravvivenza”. Milorad Dodik ha condiviso la visione apocalittica del suo collega serbo, quando ha lamentato che un gran numero di giovani lascia la Bosnia diretto a occidente. Janez Janša ha elogiato la Commissione europea per aver creato un portafoglio per la demografia, ma ha esortato i leader europei a includere le sfide demografiche nel dibattito in corso sul futuro dell’Europa. Andrej Babiš ha criticato aspramente i politici occidentali per aver sostenuto l’immigrazione illegale e ha elogiato Orban per aver eretto l’unico confine efficiente della zona Schengen. L’ex vicepresidente degli USA Mike Pence, tra l’altro, ha attaccato le élite globali liberali convinte che la famiglia sia soltanto un modello obsoleto.

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