L’INTERVENTO Come evitare il declino dell’uomo?

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L’INTERVENTO Come evitare il declino dell’uomo?
Foto: Wojtek Jargio/PAP

Nel 1973 venne attribuito il Premio Nobel per la medicina e la fisiologia a Konrad Lorenz, “padre” dell’etologia, noto per le sue indagini del comportamento umano. Nel contempo i suoi saggi di carattere antropologico, oltre che quelli strettamente connessi alla sua materia, venivano sempre più studiati al fine di comprendere la decadenza dell’essere umano, che Lorenz aveva annunciato tanti anni prima. Oggi ciò che sta accadendo nel campo dell’economia e della politica, nonché con le misure imposte contro la pandemia, con le guerre, con lo stato di salute della democrazia, con il comportamento di personalità di spicco che non sono più nemmeno in grado di dialogare tra loro, con l’aumento della criminalità e della diffusione della droga, con gli atteggiamenti aggressivi che infettano sempre più massicciamente anche le generazioni giovani, purtroppo è una conferma che le ricerche di Lorenz erano molto serie e approfondite e che i risultati a cui era giunto erano validi.

Konrad Lorenz ci parla dell’egemonia culturale dello scientismo, del dominio della cultura tecnocratica, della concentrazione del potere nelle mani di pochi grandi gruppi industriali, del dominio della pubblicità… Nel suo libro “Gli otto peccati capitali dell’uomo civile”, il premio Nobel affronta il seguente paradosso: “Il progresso tecnologico e tutti i vantaggi che l’uomo ha tratto dalla sua comprensione sempre più profonda del mondo naturale che lo circonda, che dovrebbe alleviare le sofferenze umane, tendono invece a favorire la distruzione dell’umanità”. E poi tocca ancora un “peccato capitale” della nostra società: la competizione tra esseri umani la quale, come dice, distrugge l’uomo con fredda e diabolica brutalità. Sotto la pressione di questa furia competitiva – sottolinea Konrad Lorenz – non solo abbiamo dimenticato ciò che è utile all’umanità nel suo insieme, ma anche ciò che è buono e vantaggioso per l’individuo. In tutto questo, la paura gioca un ruolo molto importante. La paura di essere sorpassati dai propri concorrenti, la paura di diventare poveri, la paura di prendere decisioni sbagliate, la paura di ammalarsi o anche la paura di non essere all’altezza della situazione. L’angoscia in tutte le sue forme, come dice lui, è certamente il fattore determinante che contribuisce a minare la salute dell’uomo moderno. Ed è la causa di tantissime malattie mentali, di infarti cardiaci e di altri malanni del genere che aumentano rapidamente nel periodo postpandemico, nonostante le vaccinazioni di massa. La fretta e l’angoscia contribuiscono a privare l’uomo delle sue qualità essenziali, come, ad esempio, la capacità di riflessione. Questa scoperta del proprio io, che oggi manca alla stragrande maggioranza della popolazione, è fondamentale per fermare il “Declino dell’uomo” (questo il titolo del libro di Lorenz) che osserviamo quotidianamente. Una persona che non abbia ancora preso coscienza del proprio io (che non corrisponde all’ego), non può essere in grado di sviluppare né un pensiero astratto, né un linguaggio, né una coscienza o una morale responsabile. Perché tanti politici di spicco e i loro seguaci nei mass media, prediligono e promuovono spettacoli, articoli e trasmissioni TV così stupidi e superflui? La risposta è semplice: perché questo li aiuta a evitare di riflettere. Konrad Lorenz è molto preciso: “La competizione fra uomo e uomo, nel modo in cui viene praticata oggi nel mondo, meglio di qualsiasi fattore biologico, distrugge con fredda e diabolica brutalità tutti i valori che l’uomo ha creato”.

Non va dimenticata nemmeno la sua osservazione sulla “tradizione demolita”, dove la scarsità di contatti tra genitori e figli, come dice lui, produce conseguenze patologiche fin dalla prima infanzia. L’uomo, immerso nel sistema socio-economico che egli stesso si è costruito, potrebbe, gradualmente o rapidamente, subire un processo che in nome della “religione tecnocratica” potrebbe portare a quello che Lorenz chiama “l’atrofizzazione progressiva” di ciò che rende “uomo” l’uomo stesso. (“Scienza e tecnologia”, 2021).

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