Cogliere l’attimo

Foto Milan Sabic/PIXSELL

Nell’arco di poche settimane la pandemia da Covid-19 ha rivoluzionato le nostre vite. Usciamo poco o niente. Abbiamo smesso di frequentare parenti e amici. Con i nostri familiari o conoscenti ormai ci sentiamo soltanto telefonicamente o – nel rispetto delle norme di distanziamento sociale – ci limitiamo a scambiare con loro quattro chiacchiere rimanendo ad almeno un paio di metri di distanza gli uni dagli altri. Eccezion fatta per gli alimentari e poche altre rivendite, abbiamo dovuto rinunciare pure al piacere di gironzolare per negozi. Anche le uscite con i nostri cani si sono ridotte a brevi passeggiate lungo le strade del quartiere nel quale siamo domiciliati. Gli alunni e gli studenti seguono le lezioni da casa e non più nelle aule scolastiche o universitarie. Tante persone continuano a lavorare, ma lo fanno da casa. Il lavoro da remoto si diffonde sempre di più.
Considerato che non esiste ancora un vaccino né è stato individuato un farmaco in grado di curare i disturbi causati dalla sindrome respiratoria acuta provocata dal nuovo coronavirus, questi e altri sacrifici sono l’unico sistema che abbiamo a nostra disposizione per sconfiggere il SARS-CoV-2.
Nonostante quest’ultima consapevolezza, bisogna essere sinceri e ammettere che trascorrere la maggior parte del tempo in casa, rinunciando alla compagnia dei propri cari è veramente dura. Alcuni psichiatri e psicologi hanno ipotizzato che al termine della pandemia un numero non trascurabile di persone, anche giovanissimi, potrebbero sviluppare qualche forma di disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Stando alla loro ipotesi ad essere a repentaglio è in particolare l’equilibrio mentale delle persone costrette all’autoisolamento sia per dovere sia per scelta. Gli stessi esperti hanno spiegato che il modo migliore per non ammalarsi di PTSD consiste nel non diventare ossessionati dalla pandemia. Il modo più semplice per non diventarlo consiste nel continuare a coltivare i nostri interessi o iniziare a esplorarne di nuovi.
Gli appassionati di fitness, ad esempio, non dovrebbero rinunciare alla propria passione semplicemente per il fatto di non potersi più recare in palestra, in piscina o a correre nei parchi. Esistono tanti esercizi ginnici che si possono fare pure a casa, dalle classiche flessioni di braccia o gambe agli esercizi per i muscoli addominali. Chi, invece, ama leggere, ma a casa non ha una biblioteca molto fornita, non dovrebbe avere difficoltà a reperire in Rete tantissime opere classiche da scaricare legalmente e gratuitamente in forma integrale. Idem nel caso degli appassionati di musica. On line si possono trovare le registrazioni di innumerevoli concerti di ogni genere musicale e di innumerevoli artisti, da quelli di fama internazionale a quelli emergenti. A loro volta le persone che convivono con cani o gatti potrebbero tentare di insegnare ai loro amici a quattro zampe qualche nuovo gioco. Ma anche noi stessi potremmo rimboccarci le maniche per tentare d’imparare qualcosa di nuovo e di utile. Su Internet ci sono tantissimi corsi che possono aiutarci a imparare i rudimenti di una lingua straniera, come si suona uno strumento musicale o magari insegnarci a cosa servono e come si usano le infinite funzioni del nostro nuovo telefonino od orologio di ultima genrazione.
Insomma, la situazione che stiamo vivendo è antipatica. Nessuno lo nega. Tuttavia, non dobbiamo viverla come una limitazione, bensì come un’opportunità di crescita personale. Basta un po’ di buona volontà e vi accorgerete che quando sarà proclamata la fine del lockdown sarte molto fieri di aver riparato l’anta cigolante del mobile da cucina o riordinato la libreria del salotto, piuttosto che aver imparato come si connette la stampante al tablet. Insomma, carpe diem e vedrete che di traumi da autosiolamento non ce ne sarà nemmeno l’ombra.

Facebook Commenti