Basta parallelismi

Castel Bembo a Valle. Foto Ivo Vidotto

Si legge nell’articolo del 27 giugno u.s. il resoconto dei lavori dell’Assemblea della Comunità degli Italiani di Fiume. Punto centrale: un eventuale aiuto alla Comunità degli Italiani di Valle coinvolta in una gestione dei fondi che maldestramente ha ignorato gli obblighi fiscali. Orbene, se così è, la CI di Valle ha compiuto effettivamente un passo oltre che antipatico anche pericoloso. Passo che comunque, non ha parallelismi, non si accosta né c’entra minimamente, come vorrebbero far credere, invece, la signora Irene Mestrovich e qualche stravagante pifferaio, con gli imbrogli e le macchinazioni finanziarie commesse a suo tempo dall’ex direttore della nostra casa editrice. Quelle “operazioni” comprendevano malversazioni finanziarie, uso a scopi privati dei fondi ottenuti dall’Italia, mezzi attinti per il tramite di fogli di viaggio, appropriazione indebita e altri illeciti. Niente quindi che abbia a che vedere con i fatti di Valle. Contrariamente a quanto sostiene la signora Mestrovich – che riteniamo semplicemente male informata – né l’EDIT né l’Unione Italiana hanno perseguitato l’ex direttore. Lo ha fatto invece la Procura muovendo da una Relazione della Revisione di Stato che si può andare a leggere in rete – dopo di che, riconosciuto colpevole (e reo confesso) in prima istanza, in seconda istanza e, infine anche al Tribunale Supremo della Croazia, gli è stata interdetta l’attività giornalistico-editoriale ed è stato condannato a una pena detentiva. I danni li hanno pagati e li stanno pagando i dipendenti dell’EDIT. La storia, già alle battute finali, si concluderà tra breve con un’operazione di risarcimento forzata e processuale che si articolerà sui beni mobili e immobili dell’ex direttore.

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