Zara. Fellini e il cibo: disegni tutti da gustare

Mostra al Museo popolare, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura

La voce della luna: la pubblicità della maionese (1989)

A Palazzo del Rettore di Zara, sede del Museo popolare, è in visione fino al 31 ottobre una mostra digitale bilingue abbinata al documentario “Il cibo nel cinema di Fellini” di Giuseppe Ricci, uno dei tanti omaggi al grande regista nel centenario della nascita. Promotore dell’evento è la Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria e il Museo popolare di Zara.
“La collaborazione tra il Museo popolare di Zara e l’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria dura ormai da tanti anni – ha rilevato il curatore della mostra, Hrvoje Perica –. Tra i tanti progetti realizzati ricordiamo la mostra di costumi delle opere verdiane ‘Hommage: Giuseppe Verdi’, allestita in occasione dell’entrata della Croazia nell’Unione europea, nel 2013. E ancora la mostra dedicata alla diva del cinema Sophia Loren, ‘Ieri, Oggi, Sophia – Ritratti di una diva’. Ora è la volta di Fellini, per presentare al pubblico zaratino una parte piuttosto sconosciuta dell’opus artistico del regista, ovvero il suo amore verso la gastronomia me il disegno”.

Che allegria sciagurata! (1961)

Schizzi su tovaglioli
La mostra presenta 19 disegni realizzati dal grande regista in diversi momenti della sua carriera, non sempre a scopi esplicativi per illustrare scene o costumi ai collaboratori. Una parte consistente sono stati schizzati a tavola – fatti su carta o su tovaglioli di stoffa – e provenienti in massima parte dal suo “Libro dei sogni”, diario onirico tenuto per circa trent’anni, attualmente esposto al Museo della Città di Rimini.
L’infanzia e il sogno sono alla base di tutta l’opera felliniana e anche il cibo, così come rappresentato nei disegni che compongono la mostra, viene riconsegnato al medesimo immaginario.

Un disegno su tovagliolo di stoffa

Da un racconto di Tonino Guerra
Un memorabile racconto di Tonino Guerra, nella prefazione al volume di Maria Maddalena Fellini (sua sorella) “A tavola con Fellini – Ricette da Oscar della sorella Maddalena”, ne è ulteriore attestato: “Se Federico appoggiava la forchetta sul bordo del piatto di spaghetti, non si sa come ma un frammento di sugo schizzava sulla sua cravatta. Giulietta gridando buttava gli occhi fuori dalla testa. Ma arrivò anche qualcosa di peggio. Una mattina stiamo per uscire dal Bar Canova in Piazza del Popolo e proprio in quel momento un cameriere appoggia sul banco un cesto di rosette con la mortadella. ‘Non si può rinunciare alla mortadella, mi fa Federico. ‘Io sono pieno’. ‘Anch’io… ma la mortadella è il sapore della nostra infanzia. Comprane una per due’. Fece così. Quando cercò di spezzarla, un rettangolo di grasso vola in alto e poi cade sulla schiena di Fellini. Andiamo subito a casa sua per consegnare la giacca alla donna di servizio, ma c’era Giulietta che subito si getta a capofitto sul divano gridando: “Sei il primo uomo al mondo che si unge anche la schiena”. Federico siede con aria mesta vicino a lei e dice sottovoce. “Però c’è sempre soddisfazione a essere primo”.

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