Un approccio contemporaneo per raccontare la storia di Fiume

La designer Nikolina Jelavić Mitrović illustra gli allestimenti permanenti nella futura sede del Museo civico e nella nave «Galeb»

Un segmento dell’industria petrolifera di Fiume. Foto Zvonimir Pavković
Nikolina Jelavić Mitrović negli spazi del Palazzo della direzione dell’ex Zuccherificio, attualmente sottoposti a restauro. Foto Željko Jerneić

Sarà l’estro creativo della pluripremiata designer Nikolina Jelavić Mitrović a caratterizzare i percorsi espositivi dell’ex panfilo presidenziale “Galeb” e del Museo civico nella sua futura sede, ovvero nel Palazzo della direzione dell’ex Zuccherificio all’interno del complesso Benčić. Spalatina, classe 1973, Nikolina Jelavić Mitrović è autrice di oltre 130 installazioni permanenti e progetti di massima di vari musei e allestimenti espositivi internazionali. Nel 2006 ha ottenuto il premio EMYA (European Museum of the Year Awards) per il progetto dell’allestimento permanente del Museo civico di Vukovar. In tempi più recenti le è stato invece conferito dal Presidente Kolinda Grabar-Kitarović l’Ordine della Danica Hrvatska – Medaglia Marco Marulo per i meriti nel campo della cultura. E mentre fervono i lavori di ristrutturazione nell’ex stabilimento Rikard Benčić, abbiamo colto l’occasione per porle alcune domande legate al futuro allestimento del Museo civico e della nave “Galeb”.

Quali sono le sfide che ha affrontato nella creazione dei due allestimenti?

Uno dei corridoi. Foto Zvonimir Pavković

“Come designer mi occupo esclusivamente della progettazione di mostre permanenti e di quelle temporanee. Il mio lavoro consiste nella realizzazione di una presentazione su un determinato argomento storico o artistico, inserito in uno spazio preciso, che denoti chiarezza, modernità e sia al tempo stesso affascinante agli occhi del visitatore. In altre parole, creare un’atmosfera che evochi nello spettatore una varietà di argomenti, come ad esempio la vita marinara sulla nave ‘Galeb’, il funzionamento dei motori e altri aspetti. Tra gli allestimenti di cui ho curato la progettazione si distinguono, in termini di complessità del contenuto e dello spazio in cui si trovano, il Museo civico sito all’interno del complesso Eltz di Vukovar e il Museo dell’alka nella città di Sinj. Ogni museo è specifico e possiede delle proprie caratteristiche. La maggior parte degli allestimenti su cui ho lavorato è collocata in uno spazio storico che può essere messo – ma non è tassativo – in correlazione con il tema di ciò che viene esposto. Per me è una grande sfida avere la possibilità di plasmare la presentazione di un determinato tema all’interno di un luogo che a sua volta deve essere in armonia con il tema stesso. Questa caratteristica è alla base del Museo civico e del ‘Galeb’: qui lo spazio è parte integrante dell’esposizione. Pertanto è necessario un procedimento che ponga in equilibrio la quantità di nuovi contenuti e la cornice definita in cui questi saranno sistemati. Naturalmente, non c’è un solo modo per farlo, ma solamente il risultato finale che deriva dalla stretta collaborazione che intercorre tra il designer e il curatore dell’esposizione”.

In che modo sarà organizzato il percorso espositivo del Museo civico e a che cosa intende prestare maggiore attenzione?

Una passeggiata nella storia fiumana in dieci tappe. Foto Zvonimir Pavković

“L’allestimento permanente interesserà il primo e il secondo piano, compreso il vano scala, del Palazzo della direzione dell’ex Zuccherificio, mentre il percorso espositivo è diviso in due unità. Al primo piano verrà illustrata cronologicamente la storia di Fiume dalla metà del XVIII secolo fino alla fine del XX secolo, con particolare attenzione alla storia industriale e culturale. Al secondo piano sarà presentata invece la storia delle varie fabbriche che si sono susseguite all’interno del complesso, ovvero lo Zuccherificio, la Fabbrica tabacchi e la Fabbrica di macchinari Rikard Benčić. Le sale decorate con i dipinti murali e gli stucchi saranno presentate con approccio contemporaneo e interattivo. Durante la ricerca sulla storia dello Zuccherificio, il direttore del Museo civico, Ervin Dubrović, aveva trovato dei nuovi documenti che illustrano le origini, la struttura dei proprietari e la storia della fabbrica fiumana, fondata e amministrata dalla ‘Privilegiata compagnia di Trieste e Fiume’. Tra i vari proprietari dello stabilimento, alcuni erano di Anversa. Una notizia che interesserà gli appassionati di storia fiumana, come pure i futuri visitatori”.

Come si presenterà invece il percorso espositivo dell’ex panfilo presidenziale “Galeb”?

La sala dei dipinti. Foto Zvonimir Pavković

“Innanzitutto, intendiamo valorizzare principalmente la nave, ovvero le tre distinte fasi della sua storia: dallo stato attuale, che in alcuni punti sarà ripristinato nelle condizioni originali che conosciamo, all’aspetto della nave all’epoca in cui portava il nome RAMB III e ancora Kiebitz, tutte e tre illustrate con disegni, fotografie e descrizioni per mezzo di modelli 3D. Riteniamo fondamentale ogni segmento storico legato allo sviluppo della nave. Infatti, grazie alla sua affascinante storia segnata da ripetuti danneggiamenti, seguiti poi da ricostruzioni, si può considerare un’Araba Fenice. La funzione di Nave Museo, con ostello e ristorante in uno dei suoi segmenti, rappresenterà invece la sua quarta fase. Il metodo utilizzato per la modellazione degli interni differirà a seconda di quale parte della nave si tratti e dagli argomenti che verranno visualizzati in questi spazi. Nell’arco di ottant’anni della sua storia saranno affrontati ed elaborati diversi temi. Partiamo con la cronologia della nave, dal 1938 al 2020, e al contempo con la cronologia della storia di Fiume in quest’arco di tempo. Il quinto ponte del panfilo, su quale si trovava la residenza marittima del presidente Tito, sarà riportata al suo stato originale. Una parte dei mobili risalenti agli anni ‘60 del XX secolo è già stata sottoposta a restauro a tale fine. Tuttavia, questo segmento rappresenta una parte molto delicata per quanto concerne il percorso espositivo, perché occorre basarsi sugli interni predefiniti. In altre parole, occorre descrivere e presentare gli interni originali della residenza di Tito e al tempo stesso inserire i contenuti legati alla vita della nave nell’area in questione, senza dimenticare il Movimento dei Paesi non allineati, i quattro viaggi più importanti del Maresciallo, i celebri ospiti e tanto altro ancora. Sui ponti sottostanti presenteremo invece la vita dei marinai a bordo attraverso le loro testimonianze personali. Sono già state svolte delle videoriprese, mentre se ne stanno facendo altre legate alla storia della nave. Con un approccio moderno presenteremo le particolarità e le modalità di funzionamento dei motori Fiat, che sono stati utilizzati a bordo sin dal 1938”.

Come si è preparata per affrontare queste tematiche?

L’installazione dedicata alla storia del siluro fiumano. Foto Zvonimir Pavković

“Entrambi gli allestimenti si basano su idee realizzate dai curatori stessi, come del resto è consuetudine all’interno dell’ambiente museale. Il panfilo ‘Galeb’ si basa sull’idea di tre autori: delle curatrici del Museo civico di Fiume, Nataša Babić ed Ema Makarun, e del collaboratore esterno Trvtko Jakovina. L’allestimento permanente del nuovo Museo civico, all’interno del Palazzo della direzione dell’ex Zuccherificio, è basato invece sul progetto del direttore di questo ente museale, Ervin Dubrović. Sono allestimenti molto diversi tra loro, ma che hanno un punto di contatto, che è Fiume. È importante rilevare che entrambi i progetti espositivi s’integrano l’uno con l’altro. Quello nel Palazzo della direzione presenta la storia di Fiume fino alla fine del XX secolo, mentre il Galeb si concentra sulla storia contemporanea vista attraverso un prisma leggermente diverso, ma che comunque porta avanti il discorso del percorso espositivo.
Per quanto riguarda il ‘Galeb’, sono state svolte una serie di ricerche d’archivio e tuttora continuano ad arrivare informazioni sia da varie istituzioni, sia da individui che soggiornarono sulla nave. Molte persone legate alla storia del ‘Galeb’ desiderano condividere le proprie esperienze avute a bordo.
Nell’allestimento, quindi, sarà possibile includere le proprie informazioni, esperienze, foto e altro. In altre parole, dopo l’inaugurazione del Museo Nave, l’allestimento potrà essere ampliato e modificato. Oggidì, la museologia contemporanea tende a presentare la storia concentrandosi sulle esperienze personali, con nome e cognome. Siamo privilegiati di avere l’opportunità di raccontare la storia attraverso testimonianze personali”.

La cultura italiana ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella vita di Fiume. Il suo approccio terrà conto di questo fatto?

Uno dei corridoi interni del futuro Museo civico. Foto Zvonimir Pavković

“Non essendo di Fiume, ma avendo avuto occasione, invece, di conoscerla attraverso gli allestimenti museali che raccontano la sua storia, la considero un centro in cui diverse culture si sono incontrate e mescolate.
Sono convinta che Fiume sarebbe oggi una città completamente diversa se nella metà del XVIII secolo gli azionisti di Anversa non avessero scelto di fondare lo Zuccherificio a Fiume, invece che a Trieste come previsto da Vienna. Una città di 6mila persone ottenne tre imponenti complessi industriali per il raffinamento dello zucchero, il che ha avuto un impatto significativo sulla storia della città. Particolarmente interessante è il segmento in cui presentiamo la turbolenta storia di Fiume nella prima metà del XX secolo attraverso i numerosi Stati e sistemi politici che si sono susseguiti. La cultura italiana, naturalmente, è presente come parte integrante dello sviluppo della città, se non come uno degli elementi più importanti di questo processo, specialmente nel secolo scorso. In questo senso, l’installazione affronterà anche quest’argomento”.

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