Teatrino: in attesa di tempi migliori (foto)

Il piccolo padiglione nel complesso Benčić, sito a nord del Palazzo della direzione, venne costruito probabilmente nel XIX secolo come un «dopolavoro» destinato allo svago e ai contenuti culturali

Il Teatrino è utilizzato come magazzino per il materiale da costruzione

Il complesso Benčić, ovvero il nuovo Quartiere artistico (Art kvart) e polo culturale di Fiume, sta crescendo di giorno in giorno e una volta terminato porterà nuova linfa in un quartiere cittadino che per troppi anni si presentava abbandonato all’incuria, triste testimone del passato industriale della città. I lavori di restauro e riqualificazione interessano, come noto, l’edificio T, ovvero la futura sede della Biblioteca civica, l’edificio di mattoni, che ospiterà la Casa dell’Infanzia, e il maestoso Palazzo della direzione dell’ex Zuccherificio. Quest’ultimi stabili sono ormai quasi completati, in quanto al loro interno si stanno svolgendo i lavori di finitura. L’unico edificio all’interno del Benčić che attende tempi migliori è il cosiddetto Teatrino, un piccolo padiglione a nord del Palazzo della direzione, costruito probabilmente nel XIX secolo come un “dopolavoro“ destinato allo svago e a contenuti culturali. Anche se da tempo abbandonato, lo spazio conserva ancora le sue caratteristiche principali di luogo destinato agli spettacoli e sarebbe davvero un peccato permettere che il tempo lo rovini in maniera irreversibile. Al fine di capire come mai il padiglione non è entrato nel programma di restauro, nonostante goda pure dello status di bene tutelato assieme al Palazzo della direzione, ci siamo rivolti al capodipartimento per la Cultura della Città di Fiume, Ivan Šarar.
C’è un progetto di recupero
“Cinque anni fa, quando si lavorava alle proiezioni delle spese per la candidatura ai fondi europei, che erano limitate a 5 milioni di euro per ciascun edificio, eravamo consapevoli che non ci saranno mezzi per sottoporre al restauro anche il Teatrino – ha spiegato -. Nonostante ciò, abbiamo comunque realizzato un progetto di recupero del padiglione in veste di edificio ausiliare del Museo civico, anche se questo non era pianificato nell’ambito del progetto di riqualificazione del complesso Benčić. Nel frattempo, considerata l’entità degli altri investimenti e del fatto che con ciò aumenta in maniera drastica il numero di metri quadrati in città destinati alla cultura, stiamo pensando di commercializzare il Teatrino nella forma di una partnership pubblico-privata, in quanto, considerata la situazione attuale, non abbiamo la possibilità di investire ulteriormente soldi pubblici nel recupero di questo edificio. Ad ogni modo, è probabile che venga destinato ad accogliere un esercizio di ristorazione. Al momento, però, l’edificio dovrà attendere tempi migliori. Infatti, il coronavirus ha inciso sull’economia in generale per cui difficilmente possiamo attenderci che in questo momento si facciano avanti degli investitori. Comunque, cercheremo di ‘camuffarlo’ in qualche maniera affinché non stoni troppo nell’ambiente abbellito del complesso Benčić una volta che saranno completati i lavori ai vari edifici. Vedremo che cosa fare in accordo con i conservatori perché è chiaro che non possiamo lasciarlo così”, ha puntualizzato Šarar.
Piano di rinnovo della facciata dell’MMSU
Stando a quanto riferito dal capodipartimento, si pianifica pure un’opera di rinnovo della facciata del Museo di Arte moderna e contemporanea (MMSU), in quanto questa non era stata toccata durante i lavori di ristrutturazione del pianterreno e del primo piano del Museo.
“Bisogna sapere che fino a poco tempo fa, dal punto di vista formale e giuridico, la Città non poteva intervenire sulla facciata dello stabile in quanto il secondo piano e la soffitta non erano ancora di sua proprietà (erano di proprietà dell’azienda PIK, nda). Nel frattempo abbiamo risolto la questione di questi spazi, per cui nel bilancio per l’anno prossimo sarà necessario prevedere dei mezzi destinati al rinnovo della facciata. Per quanto riguarda il rinnovo del secondo piano e della soffitta, stiamo lavorando ad alcuni scenari. Noi disponiamo del progetto di rinnovo dell’intero edificio, ma considerata la situazione finanziaria attuale è difficile che questi spazi vengano sottoposti a un’intervento di ristrutturazione a breve. Nonostante ciò, il Museo ha già iniziato ad utilizzare gli spazi al secondo piano, anche se questo è per il momento inaccessibile al pubblico perché non comunica con il resto dell’edificio (l’ingresso è dagli spazi della PIK), ma con l’inaugurazione della Casa dell’Infanzia e l’attivazione del ponte che la collega con il secondo piano dell’MMSU, e che verrà sottoposto al restauro, sarà possibile organizzare eventi anche in questi spazi. Vorrei puntualizzare che a questi programmi potranno assistere anche le persone disabili. In questo momento, però, ci impegniamo a concludere i lavori in corso, senza perdere di vista, ovviamente, il Teatrino e il completamento dell’MMSU”, ha concluso Šarar.
Assetto degli spazi pubblici
Per quanto riguarda il riassetto degli spazi pubblici che circondano gli edifici del complesso Benčić, la dinamica dei lavori segue quella degli interventi all’interno degli stabili. Al momento è in corso la costruzione dell’infrastruttura dei tre edifici, che avrebbe dovuto essere completata nel corso di maggio, quando era pianificata l’apertura del Palazzo della direzione, ovvero della nuova sede del Museo civico. Purtroppo, i lavori sono stati rallentati in marzo in seguito all’introduzione delle misure di contenimento del contagio da coronavirus. Infatti, il rifornimento del materiale proveniente dall’Italia si era fermato, mentre il numero di operai nel cantiere è stato ridotto nel rispetto delle misure restrittive. In questo momento si sta costruendo l’infrastruttura per l’allacciamento alla rete idrica, gli impianti di scarico, quelli elettrici, di telecomunicazione, riscaldamento e raffreddamento. L’assetto degli spazi che circondano gli edifici si svolgerà in fasi, seguendo il completamento dei lavori di edificazione al fine di permettere l’accesso e il funzionamento degli stessi. I lavori saranno conclusi nel momento in cui verrà aperta al pubblico la nuova Biblioteca civica, ossia l’edificio T.

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