Museo e tecnologia digitale. Una combinazione che funziona

Al Museo di Marineria e Storia del Litorale croato di Fiume sono stati illustrati i risultati del progetto Erasmus+ DREAM che ha coinvolto quattro Paesi europei

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Museo e tecnologia digitale. Una combinazione che funziona
La presentazione si è tenuta nella Sala dei marmi. Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

Nella Sala dei marmi del Museo di Marineria e Storia del Litorale croato di Fiume sono stati presentati i risultati del progetto Erasmus+ DREAM portato avanti negli ultimi due anni da istituzioni di Croazia (Centro di cultura tecnica di Fiume e Museo di Marineria e Storia del Litorale croato), Italia (Stati Generali dell’Innovazione ed M9 District), Portogallo (Mapa das Ideas e Camara Municipal de Oeiras) e Finlandia (Postimuseo).
Nell’ambito del progetto è stata sviluppata la metodologia DREAM, che ha permesso agli alunni e alunne delle scuole elementari della Regione litoraneo-montana di ideare degli “spettacolini” museali (“museatri”) basati sul fondo del PPMHP. È stata inoltre sviluppata una piattaforma che contiene il fondo di tutti gli enti museali che hanno partecipato al progetto e che permette a tutti coloro che sono interessati alla metodologia DREAM di scaricare i materiali che permetteranno loro di realizzare il proprio “museatro”.
Come spiegato da Marina Mrak del Centro di cultura tecnica di Fiume, al progetto hanno preso parte 45 insegnanti e ben 900 alunni. Il progetto si basa sull’utilizzo della tecnologia digitale nell’elaborazione creativa dei fondi museali e nello studio. “Con la tecnologia, la visita al museo assomiglia a uno spettacolo teatrale e permette di rendere più divertente quest’esperienza”, ha rilevato Marina Mrak.
La pedagogista museale in seno al PPMHP, Andrea Zubović, ha rilevato che il Museo è stato la base dei contenuti per la realizzazione del progetto DREAM. “Gli insegnanti inclusi nel progetto erano tenuti a realizzare un programma basato sul fondo museale da poter svolgere con i propri alunni nel Museo – ha precisato -. Il tutto è stato realizzato con l’uso della tecnologia digitale, ovvero con i codici QR, sui quali sono stati caricati dei contenuti aggiuntivi che non sono visibili fisicamente nei vari allestimenti custoditi nel Museo e che permettono ai bambini di accedervi tramite i loro cellulari o tablet. In questo modo, i ragazzi erano quelli che raccontavano storie legate al fondo museale. Questo tipo di apprendimento si è dimostrato molto stimolante per gli alunni”, ha concluso Andrea Zubović.

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