Leron, 20 anni di Festival. Un convegno per il folklore

Palazzo Bradamante ha ospitato una giornata di studio dedicata alla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. L’epidemia cancella l’evento in piazza

Livio Belci e Gianna Belci

Una settimana fa vi si celebrava il Favelà, lo scorso venerdì invece il sodalizio dignanese ha ospitato il convegno per la 20.esima edizione del Festival internazionale del folklore “Leron”, sull’importanza del patrimonio culturale immateriale. La Comunità degli Italiani di Dignano non si ferma, quindi, nonostante la ben nota situazione sanitaria. Il Festival… vero e proprio, che quest’anno festeggia i vent’anni dalla sua fondazione, non si è tenuto, anche se si era sperato fino all’ultimo momento di poter portare, in piazza del Popolo, i costumi, le tradizioni, i balli, i canti, i colori e l’allegria che è il “Leron”. Le norme in vigore della Protezione civile circa il coronavirus hanno fermato il tutto. La CI locale allora decide di celebrare un… mini ventesimo, organizzando l’interessante convegno: si tornerà a ballare e cantare l’anno prossimo. Per un secondo ventesimo. Si festeggerà due volte, in effetti.
La lettera del presidente dell’UI
Così, a inizio serata, il presidente del sodalizio dignanese, Livio Belci: “Sicuramente un modo inconsueto, questo, di fare il Festival, senza i colori e l’allegria che siamo abituati a vedere in piazza, con gruppi folkloristici di tutta Europa e del mondo”. Un doveroso grazie al gruppo di lavoro, che si è impegnato fino all’ultimo e all’Unione Italiana, riportandovi i saluti del presidente Maurizio Tremul, che non ha potuto presenziare alla serata. Nella lettera inviata alla CI, Tremul si è detto orgoglioso dei dignanesi, per le varie attività che portano avanti e in modo particolare per l’entusiasmo promosso nell’organizzazione del “Leron”, cui ha partecipato più volte, assieme alla sua famiglia.
“In queste righe è espresso il nostro pensiero; siamo eredi e custodi di un immenso patrimonio, che va salvaguardato”, ha concluso Belci.
Multiculturalità e multietnicità

Il presidente della GE dell’UI, Marin Corva

La parola quindi al presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, che si è detto dispiaciuto per il mancato Festival, ma soddisfatto dell’organizzazione del convegno, augurandosi che l’anno prossimo sarà fatto ancora di più.
Un saluto ai presenti anche da parte della vicesindaco della Città di Dignano, Diriana Delcaro Hrelja: “La Città è consapevole di quanto sia importante la multiculturalità e la multietnicità, simboli di Dignano. In bocca al lupo a tutti noi per l’anno prossimo”.
Il patrimonio culturale immateriale
Si è passati poi alle interessanti relazioni dei partecipanti al convegno, sei in tutto.
Ad aprirlo, la direttrice del Museo etnografico dell’Istria, Lidija Nikočević, che ha parlato del patrimonio culturale immateriale e delle possibilità di una sua interpretazione.
Innanzitutto, ha voluto introdurre il Centro per la cultura immateriale dell’Istria del Museo etnografico dell’Istria, fondato nel 2011 a Pedena, con obbiettivo la salvaguardia, la documentazione e la promozione della cultura immateriale dell’Istria.
Nella sua esposizione, Nikočević ha definito il patrimonio quale versione “setacciata” della cultura: quello che conserviamo sono di solito le cose belle, di cui si va fieri. Ha, poi, ricordato i migliori esempi di salvaguardia del patrimonio culturale in Istria, congratulandosi con i rovignesi per l’Ecomuseo della Batana, inserito nell’UNESCO, nonché il gioco del “pljočkanje” e i tipici dolci dell’Istria interna, i “cukerančići”, entrambi sulla Lista dei beni culturali immateriali della Repubblica di Croazia.
L’idealizzazione del folklore

L’intervento del musicista Dario Marušić

A seguire l’etnomusicologo e musicista Dario Marušić, che si è presentato con “Facciamo finta che… Tradizione, folklore, folklorismo”: di cui ha offerto definizioni, differenziazioni.
Marušić ha soprattutto voluto sottolineare come spesso il folklore sia idealizzato: viene ripresa una tradizione del passato, che nell’ambito di rassegne del folklore, viene rappresentata, perdendo autenticità: “La differenza sta nel fatto che in una situazione autentica l’evento ha una funzione di socializzazione tra i partecipanti, nell’altra invece il tutto si trasforma in un’esibizione basata su criteri estetici predefiniti con spesso in più lo scopo di rappresentare un’appartenenza nazionale, etnica o locale che sia.
Già il fatto in sé stesso di “eseguire” un programma inscenato a un pubblico passivo, fa diventare il tutto un processo teatrale che il più delle volte idealizza il mondo popolare”.
Ricorrenze religiose e acconciatura
Sono seguiti poi due interventi… dignanesi di Paola Delton e Gianna Belci: ad esporli entrambi la Belci, visto che la ricercatrice del Centro di ricerche storiche di Rovigno, Paola Delton, non ha potuto presenziare alla serata. Nella sua relazione, ha trattato il mondo tradizionale dignanese attraverso lo studio delle fiere, dei mercati e delle manifestazioni festive ad essi collegate.
Tre i momenti di festa particolarmente sentiti a Dignano, corrispondenti ad altrettante ricorrenze religiose: il patrono San Biagio (3 febbraio), il compatrono S. Lorenzo (10 agosto) e la festa di S. Lucia (13 dicembre). Gianna Belci ha invece esposto su “Cogon, cape e banda: analisi e particolarità dell’acconciatura dignanese”, un tema per lei tanto vicino e caro, abituata ed istruita sin da piccola a vivere la tradizione del paese natio. “Da ragazze – spiega la Belci – io e le mie compagne del gruppo folkloristico, abbiamo sempre nutrito ammirazione per tutto ciò che riguardava il costume tipico dignanese, così come per la ricca acconciatura”. Con un video, la Belci ha poi spiegato nel dettaglio tutti i passi della pettinatura, descrivendone gli ornamenti, ringraziando colei che dagli anni Settanta si occupa dell’acconciatura delle folkloriste: la signora Mirella Dorliguzzo.
Canti tipici
Matija Drandić, ricercatore del Centro di ricerche storiche di Rovigno, ha tenuto un discorso su “Il patrimonio culturale immateriale come elemento costitutivo dell’identità”.
A concludere il convegno il rovignese Alessio Giuricin, studente presso il Dipartimento di Musicologia e Beni culturali dell’Università di Pavia, che ha trattato sulle tradizioni musicali a Rovigno, Valle e Sissano, completando la sua esposizione con delle registrazioni di canti tipici.
Un grazie a tutti per le brillanti relazioni, a conclusione del convegno, da parte di Livio Belci, che ha omaggiato i partecipanti. A moderare la serata è stata Gianna Belci del sodalizio ospitante.
Ad agosto 2021 la continuazione
Una piacevole serata a Palazzo Bradamante, per il 20.esimo del “Leron”, tutta tradizione, musica e folklore, in attesa della… seconda parte della celebrazione del ventesimo, ad agosto 2021.
Si ricorda, infine, che l’iniziativa si avvale del supporto finanziario del Consiglio per le minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, dell’Ufficio per i diritti dell’uomo e i diritti delle minoranze nazionali del Governo della Repubblica di Croazia e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana.

Facebook Commenti