L’architettura come fisioterapia dello spazio

Il capodipartimento per la Cultura, Ivan Šarar, ha sottolineato l’importanza di un approccio coscienzioso all’urbanistica, tenendo conto del suo impatto sulla vita quotidiana

Ivan Šarar con gli organizzatori della mostra

Dopo la pausa estiva, anche il “DeltaLab – Centro per la transizione urbana, l’architettura e l’urbanistica” riapre le porte: il primo allestimento della stagione autunnale negli spazi dell’ex magazzino dell’Ivex di Fiume riguarda la Mostra annuale dei lavori realizzati da architette e architetti croati nell’anno 2020, già inaugurata lo scorso aprile presso il Museo d’Arte contemporanea (MSU) di Zagabria.

 

I premi per i migliori progetti

Si tratta della mostra promossa dall’Associazione di architetti croati (UHA) a partire dal 1984, nell’ambito della quale vengono selezionati i migliori progetti realizzati nel corso dell’anno precedente nel campo dell’architettura e dell’urbanistica. Le opere presentate concorrono per i prestigiosi premi assegnati dall’UHA. Quest’anno, la giuria della competizione – formata da Ante Nikša Bilić, Helena Paver Njirić, Breda Bizjak, Tonči Čerina, Ivana Ergić, Antonio Grgić, Ana Mrđa, Lea Pelivan e Ana Šverko – ha conferito il Premio “Neven Šegvić” per le attività di pubblicazione, critica, ricerca scientifica e teoria nel campo dell’architettura a Jelena Skorup Juračić per il libro “Atomizirani hotel – novi tip hotelske arhitekture u revitalizaciji grada i krajolika” (Albergo atomizzato – il nuovo genere di architettura alberghiera nell’ambito della rivitalizzazione della città e dell’ambiente) e a Tamara Bjažić Klarin per il libro “’Za novi, ljepši Zagreb!’ – Arhitektonski i urbanistički natječaji međuratnog Zagreba, 1918.-1941.” (Per una Zagabria nuova e più bella! – Concorsi di architettura e urbanistica di Zagabria nel periodo tra le due guerre, 1918-1941). Tra gli assegnatari del Premio “Drago Galić” per il miglior lavoro nel campo dell’architettura residenziale figurano Hrvoje Njirić e Iskra Filipović – per la ricostruzione di un’abitazione privata a Zagabria –, nonché Krunoslav Ivanišin, Lulzim Kabashi e Iva Ivas (IVANIŠIN.KABASHI.ARHITEKTI) per il lavoro svolto su una villa a Ragusa (Dubrovnik).

A Ivan Prtenjak il Premio alla carriera

Ad aggiudicarsi il titolo di miglior progetto realizzato nel settore della progettazione e dell’architettura d’interni (Premio “Bernardo Bernardi”) sono stati Vjekoslav Gašparović – per l’approccio e la presentazione del Castello di Petrapelosa, in provincia di Pinguente (Buzet) – e Damir Gamulin e Antun Sevšek – per l’allestimento della mostra “Ako tebe zaboravim… – Holokaust u Hrvatskoj 1941.-1945./Zadnje odredište Auschwitz” (Se ti dimentico… – L’Olocausto in Croazia 1941-1945/Destinazione finale Auschwitz). Il riconoscimento più prestigioso, che porta il nome dell’architetto Viktor Kovačić, considerato il padre dell’architettura moderna croata, comprende due categorie: Ivan Prtenjak ha ottenuto il Premio alla carriera, mentre il Premio per il miglior progetto realizzato in qualsiasi campo dell’architettura è andato a Igor Franić (per il Centro SEECEL di Zagabria) e a Tin Sven Franić, Vanja Rister e Ana Martinčić Vareško (per il complesso della Casa dello studente dell’Università di Ragusa-Dubrovnik).

Collaborazione con Fiume CEC

La mostra è stata inaugurata da Renato Stanković, operatore culturale e assistente presso il Centro per il patrimonio industriale dell’Università di Fiume, nonché uno dei curatori dell’iniziativa. “Quando nel periodo pre-pandemico avevamo avviato la collaborazione tra il DeltaLab e l’UHA, avevamo tanti piani e ambizioni, per cui sono particolarmente felice di poter affermare che la cooperazione tra la due realtà prosegue tuttora”, ha spiegato. “Tutto ciò – ha puntualizzato – non sarebbe stato possibile senza l’opportunità fornita da Fiume Capitale europea della Cultura di portare avanti i progetti”. All’inaugurazione ha partecipato anche il capodipartimento per la Cultura della Città di Fiume, Ivan Šarar. “Osservando il paesaggio e il patrimonio industriale di Fiume e della Croazia, e avendo l’occasione di vedere in prima persona l’abbattimento di grandi edifici, mi sono reso conto che l’architettura può diventare una specie di fisioterapia dello spazio e, al contempo, una creazione di metastasi in determinati ambiti”, ha ammesso Šarar, sottolineando l’importanza di un approccio coscienzioso all’urbanistica. “A mio avviso – ha aggiunto –, ci troviamo in una situazione in cui un’architettura sbagliata potrebbe rovinarci, mentre una giusta progettazione sarebbe in grado di riportarci in salvo”. La presidente dell’UHA, Maja Furlan Zimermann, si è soffermata sulle potenzialità fornite dalla rivitalizzazione di edifici preesistenti. “A volte mi chiedo se anche un’architettura ‘buona’ possa spingerci nel baratro”, ha affermato scherzosamente, ricollegandosi a quanto affermato da Šarar. “Al giorno d’oggi – ha puntualizzato – dobbiamo chiederci quanto costruiamo”, riferendosi alla necessità di salvaguardare e tutelare dell’ambiente.

Lezione sulla cultura delle start-up

La Mostra annuale è stata preceduta da una lezione di Jana Perković intitolata “Che aspetto può assumere la cultura delle start-up e dell’innovazione nel campo dell’urbanistica?” (Kako može izgledati start-up kultura i inovacije na polju urbanizma?). Durante l’incontro, la studiosa fiumana, attualmente redattrice delle pubblicazioni dello SPACE10 (il centro di design e ricerca dell’IKEA con sede a Copenhagen), ha presentato il libro “The Ideal City” (La città ideale), con il quale lo studio danese cerca di ipotizzare il futuro della vita urbana nel corso di un viaggio in 53 città e 30 Paesi diversi, attraverso incontri con professionisti dell’architettura, del design, della tecnologia e della gestione urbana.

L’allestimento all’ex magazzino dell’Ivex è stato organizzato dall’UHA in collaborazione con la Società degli architetti di Fiume (DAR), il Comitato regionale di Fiume dell’Ordine degli architetti della Croazia (HKA) e il DeltaLab, con il patrocinio del Presidente della Repubblica. Il progetto è stato curato da Ida Križaj Leko, Jelena Maračić, Morana Matković, Ana Orlić, Damian Sobol Turina, Renato Stanković e Gorana Stipeč Brić. La Mostra annuale dei lavori realizzati da architette e architetti croati nel 2020 rimarrà aperta fino a mercoledì 22 settembre e può essere visitata tutti i giorni dalle ore 16 alle ore 20 oppure, previo appuntamento, in orari diversi.

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