Fiume, storia senza tempo

A Palazzo Giustiniani a Roma si è svolto un interessante convegno con protagonista il capoluogo quarnerino

I relatori Marino Micich, Antonella Ercolani, Raoul Pupo e Giovanni Stelli

“Fiume, una città di frontiera. Dai drammi del Novecento al presente europeo” – Riflessioni sul libro di Raoul Pupo “Fiume, città di passione” è stato il titolo del convegno svoltosi a Palazzo Giustiniani a Roma. L’evento, nato da un’iniziativa del sen. Davide Faraone e dell’on. Ettore Rosato, ha visto gli interventi del prof. Giovanni Stelli, presidente della Società di Studi Fiumani, della prof.ssa Antonella Ercolani, dell’Università degli Studi Internazionali UNINT di Roma, e dello stesso autore del libro il prof. Raoul Pupo. Moderatore del convegno il direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume, Marino Micich.
Micich ha ricordato come Fiume abbia subito, con l’esodo di oltre 38.000 italiani, uno dei drammi umani più gravi che hanno caratterizzato un secolo complesso come il ‘900. La storia di una città di frontiera come Fiume, plurietnica, consente una discussione che permette di approfondire le vicende di una realtà geografica molto importante. Ha ricordato, inoltre, il grande impegno di Raoul Pupo nel diffondere la conoscenza della storia della città quarnerina soprattutto attraverso un cospicuo numero di testi.
Giovanni Stelli ha rilevato che nel libro “Fiume, città di passione” Raoul Pupo parla di “urbicidio”, intendendo non già la distruzione fisica della struttura della città ma l’annientamento della sua spiritualità, in quanto è stato fatto in modo che tutto in essa cambiasse sotto il regime di Tito. Vi è stata una sostituzione di popolazione con l’esodo dopo la Seconda guerra mondiale, un cambiamento nella lingua e nella toponomastica con il mutamento dei nomi delle strade. Stelli ha ricordato l’intenzione mostrata in questi anni dagli italiani di voler ricostruire i rapporti con la maggioranza croata per recuperare una storia taciuta. Messi da parte gli orrori del Novecento, sono state congiuntamente realizzate alcune importanti iniziative come le tabelle storiche bilingui sui nomi delle vie e il ritorno dell’aquila bicipite sulla torre civica di Fiume. Inoltre, il sindaco della città Vojko Obersnel è stato a Roma a visitare l’Archivio-Museo storico di Fiume. Per concludere Stelli ha espresso la sua preoccupazione per il rigetto di tre progetti, di alto profilo e totalmente apolitici, presentati dalla Comunità italiana fiumana per Fiume Capitale Europea della Cultura.
Antonella Ercolani, esperta nella questione dell’Europa orientale, ha inquadrato il problema di Fiume all’interno di un più ampio panorama storico europeo e mondiale.
Raoul Pupo, autore del volume, ha sottolineato come la Società di Studi Fiumani sia un esempio di ciò che può fare il popolo della diaspora e come possa essere considerata come uno straordinario modello di riferimento per tutti i fiumani. Lo storico triestino ha poi sottolineato la complessità della storia di Fiume e la difficoltà di renderla comprensibile ai più. Fiume è una città di frontiera e non di confine poiché il confine indica una divisione, mentre la frontiera è una zona di sovrapposizioni e incroci. Fiume è il simbolo di una storia incrociata, della quale sono stati sfilacciati i tessuti connettivi. Ora, grazie al Giorno del ricordo (10 febbraio), la memoria della tragedia vissuta dalle popolazioni istriane fiumane e dalmate può essere meglio divulgata e conosciuta, non più abbandonata all’oblio.

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