Fiume. Finanze nel settore Cultura: serve chiarezza

La Revisione di Stato ha criticato i resoconti finanziari del Teatro Nazionale Croato «Ivan de Zajc» di Fiume e della società Rijeka 2020

Il maestoso Teatro di Fiume. Foto Goran Žiković

Si è tenuta martedì 26 maggio la seduta del Consiglio per la cultura della Città di Fiume, nel corso della quale sono stati valutati il resoconto della Revisione di Stato riguardo alle finanze cittadine nel 2018 e il resoconto sulla realizzazione del Piano d’azione per i giovani per il 2019. Entrambi i documenti saranno all’ordine del giorno della seduta del Consiglio cittadino – che si terrà oggi – e i membri del Consiglio per la cultura ne hanno preso atto e si sono rivolti al capodipartimento della Cultura, Ivan Šarar, presente all’incontro, per chiarire alcune incertezze.
Mancano diversi rapporti finanziari
Zvonimir Peranić, presidente del Consiglio, ha aperto la seduta dando la parola a Snježana Skočilić, direttrice dell’Ufficio per la revisione interna della Città di Fiume, la quale ha spiegato come funzionano i controlli della Revisione di Stato e perché il verdetto inoltrato alla Città di Fiume è sostanzialmente positivo, ma con qualche riserva. In base al grado di incertezze o irregolarità riscontrate nei finanziamenti delle città, la Revisione di Stato possiede una scaletta di quattro gradi di favore o sfavore che usa per valutare la documentazione analizzata. Fiume è stata posta sul secondo gradino, in quanto alcuni enti non hanno presentato un resoconto finanziario soddisfacente e il parere, anche se non negativo, è condizionato dalla consegna della documentazione mancante. In conclusione alla spiegazione, Snježana Skočilić si è rifatta al detto “mal comune mezzo gaudio” e ha ricordato che lo stesso parere sostenuto è stato dato anche a Zagabria e Spalato, mentre soltanto Osijek ha ottenuto un’approvazione incondizionata.
Il Teatro è il seme della discordia
L’ente più importante di cui la Città è il fondatore e che non ha fornito resoconti finanziari all’altezza delle aspettative è il Teatro nazionale croato “Ivan de Zajc”, il quale ha consegnato le tabelle con le spese di gestione, nonché una descrizione dei programmi, ma non è visibile quanti soldi sono stati spesi per ciascun programma singolarmente. In pratica la direzione del teatro non ha formulato il piano finanziario sui moduli previsti, rendendolo automaticamente non valido. Per non parlare del fatto che il resoconto annuale del 2018 registra sei milioni di kune in rosso sul conto, una perdita della quale si terrà conto, ha annunciato Šarar, nella redazione del bilancio cittadino per l’anno prossimo. Per quanto riguarda i resoconti mancanti, l’Ufficio cittadino per la revisione interna ha fissato al 30 dicembre la scadenza per far pervenire la documentazione mancante.
Ivan Šarar ha spiegato che la Città di Fiume usa un sistema di registrazione e verifica delle entrate e uscite molto più avanzato rispetto allo standard croato. La precisione nel computo di tutti i finanziamenti della maggior parte degli enti culturali, ha messo ulteriormente in risalto la documentazione redatta alla vecchia maniera, che non per questo motivo è illegale o errata. Si sta facendo il possibile per uniformare i rendiconti, in modo che tutti siano a un livello più alto di precisione. La società Rijeka 2020 non è un ente culturale e non viene finanziata dal bilancio cittadino, ha spiegato Šarar, ma dovrà presentare un rapporto finanziario altrettanto dettagliato.
La cultura per i giovani non esiste
In conclusione dell’incontro Mirela Pašić, consulente cittadina per i progetti e i programmi europei, ha esposto tutte le attività e i finanziamenti che sono stati fatti l’anno scorso in seno al Piano d’azione per i giovani. Le critiche mosse al Dipartimento della Cultura dai consiglieri erano rivolte soprattutto alla scarsità di programmi rivolti alle nuove generazioni e alla poca trasparenza di quelli già esistenti (in particolar modo il progetto Žiroskop). L’ultimo punto di cui si è discusso è il Museo dell’informatica Peek&Poke, al quale è stato rinnovato il contratto senza concorso pubblico.

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