Fiume. Centro sociale di Drenova: nuova linfa alla vita culturale del luogo

Il progetto promosso dall’Associazione Senza confini è stato presentato nel locale Museo del patrimonio

Da sinistra Marko Filipović, Ivan Šarar, Vojko Obersnel, Davorka Medved e Vesna Lukanović

È stato presentato ieri, negli spazi del Museo del patrimonio di Drenova, il progetto per il nuovo Centro sociale, ideato e promosso dall’Associazione Senza confini (Udruga Bez granica).

 

L’iniziativa prevede la ristrutturazione dell’edificio in cui attualmente ha sede il Museo, allo scopo di istituirvi il Centro sociale di Drenova. La fondazione del nuovo circolo garantirà una maggiore stabilità per le associazioni attive nel territorio, arricchendo di nuovi contenuti la vita della comunità locale.

Progetto dal valore di 2 milioni di kune
Il valore complessivo del progetto ammonta a quasi 2 milioni di kune, di cui l’85 p.c. è stato finanziato dall’Unione europea per il tramite del Programma Fondi Strutturali – Fondo sociale europeo – Programma operativo “Risorse umane efficienti 2014-2020”, mentre il rimanente 15 p.c. è stato assegnato dall’Ufficio per le associazioni del Governo croato.

Un totale di 62 attività
All’interno del progetto, della durata di due anni, sono previste ben 62 attività diverse che coinvolgeranno i partner dell’iniziativa: l’Associazione per lo Sviluppo della società civile SMART si occuperà dell’attuazione di programmi di formazione nell’ambito del management di organizzazioni no profit, fornendo un supporto allo sviluppo di modelli di gestione del Centro e dei programmi di volontariato; l’Associazione Corniolo (Udruga Dren) offrirà lezioni, laboratori e manifestazioni incentrate sulla coltivazione e l’utilizzo della pianta del corniolo; l’Associazione Senza confini provvederà alla messa in opera di programmi di potenziamento della comunità locale; infine, la Città di Fiume sostiene la realizzazione del Centro sociale concedendo l’utilizzo dello spazio, nonché partecipando ai lavori di ricostruzione e all’ideazione del modello di gestione del Centro.

Qui e a destra le sale del Museo di Drenova

Valorizzare il frutto del corniolo
“Nel nostro lavoro finora abbiamo sempre espresso l’amore verso Drenova, nonché la passione e l’impegno non solo dei membri dell’associazione, ma anche dei volontari, residenti e amici che hanno preso parte alle nostre attività”, ha dichiarato Vesna Lukanović dell’Associazione Corniolo. “I programmi che proporremo all’interno del progetto – ha proseguito – prevedono la continuazione dello studio del corniolo quale super frutto, proseguendo la collaborazione con il Dipartimento di Biotecnologia dell’Università degli Studi di Fiume, al fine di valorizzare il ruolo di questo frutto all’interno della medicina preventiva”.

Inoltre, il programma del Centro prevede numerosi incontri con professionisti ed esperti di vari settori per discutere di questioni e problematiche inerenti al miglioramento della qualità della vita della comunità locale, alla partecipazione e l’inclusione sociale, nonché allo sviluppo di soluzioni smart e di tecnologie interattive. Una particolare attenzione verrà rivolta anche alla promozione di attività culturali, con una serie di iniziative, tra cui proiezioni di film, concerti ed eventi performativi.
Un progetto avviato lo scorso dicembre
In occasione dell’inaugurazione, la responsabile del progetto Davorka Medved ha specificato che si tratta di un progetto avviato grazie al concorso, bandito a dicembre del 2018 dall’Ufficio per le associazioni del Governo, intitolato “Gli spazi della partecipazione – sviluppo del programma di rivitalizzazione degli spazi di proprietà pubblica attraverso la collaborazione tra le organizzazioni della società civile (OSC) e la comunità locale”. Avendo soddisfatto i requisiti di ammissione al bando, il progetto è stato avviato a dicembre dell’anno scorso con la firma dei primi contratti relativi alla ristrutturazione dell’edificio che, secondo quanto previsto, verrà avviata a breve e completata entro la prima metà di quest’anno. “Parallelamente ai lavori, verranno allestite tavole rotonde, lezioni e incontri interattivi incentrati su tematiche che verranno sviluppate più approfonditamente nel corso del programma del Centro sociale”, ha specificato Damir Medved dell’Associazione Senza confini.

Sostenere progetti del genere
Commentando la particolare natura eterogenea del progetto, il capodipartimento per la Cultura della Città di Fiume, Ivan Šarar, ha dichiarato: “Credo che quest’iniziativa rappresenti un tentativo di ripensare seriamente le politiche culturali, nonché di fare della cultura una sorta di filo conduttore tra vari ambiti, come quello comunale, urbanistico, digitale eccetera. Poiché la vita di una comunità – ha puntualizzato – è innanzitutto cultura, pur non essendo sempre pregna di tradizione e di usanze antiche, e data l’importanza di una decentralizzazione della vita culturale verso la periferia, ritengo assolutamente fondamentale sostenere progetti di questo tipo”.

L’edificio che ospita il Museo del patrimonio

Miglioramento della qualità della vita
Ricollegandosi a Šarar, il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, ha lodato l’originalità dell’idea dell’Associazione Senza confini: “È proprio questo il tipo di progetti che muovono il mondo e influenzano profondamente la comunità locale. Particolarmente apprezzabile – ha aggiunto – è la capacità delle persone e delle associazioni coinvolte nell’iniziativa di attingere a diverse fonti di finanziamento, con la quale è stata confermata la sostenibilità dell’intero progetto. Riflettendo simbolicamente i nuovi valori europei, il Centro sociale Drenova darà nuova vita all’edificio che, nel passato, segnava il confine tra l’Italia e la Jugoslavia”.

La fondazione del Centro sociale si propone, dunque, come un’iniziativa decisamente ambiziosa, oltre che promettente. Il programma ideato dall’Associazione Senza confini potrebbe così influire direttamente sulla qualità della vita dei residenti della zona, migliorando al contempo l’offerta culturale del territorio.

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