Denis Stefan e l’appagante piacevolezza del mandolino

Abbiamo incontrato l'attuale direttore della SEI «Belvedere», per i quattro decenni di fedeltà all’Orchestra a plettro della Comunità degli Italiani di Fiume

Denis Stefan con il suo amato mandolino

Quando si dice la Mandolinistica (ex SAC Fratellanza) della Comunità degli Italiani di Fiume, si dice una delle colonne portanti dell’attività artistico-culturale della CNI del capoluogo quarnerino. Un complesso storico per la CI, in quanto fondato già nel 1946 dal Maestro Mario Vlassich, nel quale convogliarono numerosi musicisti dilettanti animati dalla proverbiale passione dei fiumani per la musica. Dunque, un itinerario lungo ben settantasei anni, durante il quale la compagine – mandolino alla mano – ha accompagnato e vissuto le tante vicende, non sempre facili, del nostro microcosmo minoritario che trova espressione istituzionale nella Comunità; o, se preferite, nel nostro meraviglioso Circolo di cultura.
Ma il tempo passa, le generazioni si susseguono ed è di vitale importanza per la compagine stessa “consegnare la staffetta“ ai giovani.
Un fedelissimo, tra gli eredi di questa bella tradizione, è Denis Stefan, che quest’anno “compie” quarant’anni di idillio musicale e venti dacché ricopre il ruolo di “primo mandolino”, alias “maestro concertatore”, alias, per dirla alla teutonica, “Konzertmeister”; il che ti fa immediatamente sbattere i tacchi.
Insomma, ci pare sia proprio il caso di fare una chiacchierata con questo signore.
“Il mio contatto con la musica è avvenuto tramite la chitarra – ricorda Denis Stefan, attuale direttore della SEI “Belvedere” –. Da ragazzo avevo frequentato, appunto, il corso di chitarra all’Università Popolare fiumana. Sono entrato nella Mandolinistica nel 1979, sotto la direzione del Maestro Livio Floris. Fu un’adesione di gruppo in quanto, oltre a me, altri ragazzi del Liceo – ricorderò Mauro Graziani, Rafael Sandalj, Ezio Sestan, Flavio e Sandro Dessardo – decisero di entrare a far parte del complesso a plettro della Fratellanza. Presi confidenza con il mandolino grazie alle lezioni di Ferruccio Petronio, allora primo mandolino della compagine, anche se di fatto per dieci anni suonai il mandolo, che è un mandolino di dimensioni maggiori e con un registro più grave”.

La Mandolinistica in concerto alla CI di Fiume

Il prof. Livio Floris insegnava la chitarra alla Scuola di Musica e suonava il violoncello nell’Orchestra del Teatro di Fiume, per cui era la persona giusta per questo compito. Che ricordo ha di questo musicista connazionale come direttore del nostro complesso a plettro?
“Il Maestro Floris, una volta pensionato, prese le redini della Mandolinistica, sostituendo Vlasich, che per più di trent’anni, dalla fondazione della compagine nel 1946, ne era stato il direttore. Floris nel suo nuovo ruolo ci metteva molto entusiasmo e gli piaceva stare con i giovani. Usava cimentarsi anche in ‘piccoli esperimenti’, nel senso che formava dei mini complessi di due-tre elementi e li istruiva con brani di musica classica o altro. Ricordo che in quel periodo la Mandolinistica era cresciuta e contava circa quaranta membri. Una delle attrattive del complesso era rappresentata dall’intensa attività di concerti, che tenevamo anche all’estero; principalmente nella Venezia Giulia, in collaborazione con varie associazioni del territorio. Abbiamo suonato pure in Austria, tramite un’associazione di donatori di sangue, e in Polonia, a Gdinia, città con la quale Fiume era gemellata; parlo della metà degli anni ’80, all’incirca. Nel 1983 ci esibimmo pure all’Auditorio di Portorose. Si girava, si suonava, ci si divertiva…Dopodiché, chi per motivi di studio, chi per motivi di lavoro, parecchi membri smisero di frequentare la Mandolinistica”.
Ma poi subentrò una crisi, ci pare…
“Un periodo di magra si ebbe all’inizio degli anni ’90. Eravamo in quattro o cinque, in tutto. Oggi il complesso conta dodici elementi. Diversi di loro, che precedentemente si erano allontanati, sono rientrati negli ultimi anni. Al momento siamo un ensemble abbastanza nutrito, e ciò ci permette di lavorare bene; anche perché ogni singolo membro è sorretto da una buona educazione musicale e tecnica”.
Insomma, la Mandolinistica ha avuto delle belle soddisfazioni…
“Vorrei ricordare che anni addietro abbiamo partecipato a Istria Nobilissima ottenendo una menzione onorevole, a conferma della nostra validità. Un’iniziativa di ampio respiro di qualche anno fa è stata la riunione e il concerto comune delle tre Orchestre a plettro della CNI, vale a dire quelle di Capodistria, di Pola e di Fiume. Un’esperienza che ci ha dato occasione di conoscerci, di sentirci più vicini anche come Comunità, e che vorremmo ripetere volentieri, se disponessimo di fondi adeguati. Un altro progetto importante per noi è stata la registrazione di un CD con i brani più noti del nostro repertorio; pagine di musica classica, canzoni ‘nostre’, della regione, tra cui due di Fiume, e alcune canzoni napoletane celebri interpretate dal tenore Antonio Mozina. Un aspetto molto appagante e di primaria importanza per noi mandolinisti, è l’accoglienza calorosa che il pubblico ci riserva ad ogni nostra esibizione, a ogni concerto della nostra compagine”.
Ed è proprio vero. La Mandolinistica, con i suoi potpourri, le melodie da operette, opere celebri, o canti popolari, portate con quel caratteristico suono brillante e fibrillante, ci ha regalato sempre tanto buon umore e godimento. Ad multos annos!

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