Al biologo Svante Pääbo il Nobel per la medicina

Il biologo svedese è stato premiato per le sue scoperte sui genomi degli ominidi estinti e sull'evoluzione

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Al biologo Svante Pääbo il Nobel per la medicina
Il professor Svante Pääbo. Foto: FRANK VINKEN

Nel mese di ottobre vengono resi noti tradizionalmente i nomi dei vincitori del Premio Nobel, un’onorificenza di valore mondiale attribuita annualmente a personalità viventi che si sono distinte nei diversi campi dello scibile umano, apportando “i maggiori benefici all’umanità” per le loro ricerche, scoperte e invenzioni, per l’opera letteraria, per l’impegno in favore della pace mondiale. Ieri è stato reso noto pure il nome del vincitore del Nobel per la fisiologia e la medicina, ovvero il biologo svedese, Svante Pääbo, uno dei fondatori della paleogenetica. Il premio in questa categoria viene assegnato dalla Assemblea Nobel formata da membri dell’Istituto Karolinska, un’università medica svedese nella città di Solna, a pochi chilometri da Stoccolma, fondata nel 1810. Il Premio Nobel per la medicina, dunque, è andato a Pääbo per le sue ricerche e scoperte nel campo dell’evoluzione del genoma umano. Lo scienziato ha studiato il genoma degli ominidi estinti riuscendo a collegarlo con quello dell’uomo moderno. L’umanità è sempre stata affascinata dalle sue origini. L’uomo si è sempre chiesto da dove arriva e che legami ci uniscono a coloro che hanno vissuto prima di noi. Sappiamo di avere tantissimo DNA in comune, ma cos’è che ci distingue, in quanto Homo sapiens, dagli altri “hominin”? Nel suo lavoro di ricerca Svante Pääbo ha realizzato ciò che sembrava impossibile: ha effettuato il sequenziamento del genoma dell’Uomo di Neanderthal, un lontano “parente” dell’uomo di oggi. Un’altra scoperta sensazionale è stata quella di un ominide in precedenza sconosciuto agli esperti, l’Homo di Denisova o donna X. Si tratta di un ominide i cui scarsi resti sono stati ritrovati nei Monti Altaj in Siberia. La scoperta è stata annunciata nel marzo 2010, quando al termine della completa analisi del DNA mitocondriale (mtDNA) è stato ipotizzato che potesse trattarsi di una nuova specie. Pääbo è riuscito a dimostrare che parte dei geni di questi uomini preistorici è stata tramandata all’Homo sapiens, in seguito alle migrazioni dall’Africa, circa 70mila anni fa. Queste scoperte non sono soltanto un importante traguardo scientifico, ma potranno aiutarci a comprendere come questo lascito genetico influenzi il nostro sistema immunitario e le reazioni del nostro corpo alle infezioni. La ricerca di Pääbo ha dato vita a una nuova disciplina scientifica: la paleogenomica, che si occupa della ricostruzione e analisi delle informazioni del genoma nelle specie estinte. Con metodi innovativi per l’estrazione del DNA antico (ancient DNA o aDNA) dagli artefatti museali, dai ghiacciai o dai siti archeologici, è stato possibile ottenere sequenze genetiche senza precedenti. È possibile ora rilevare la deriva genetica (componente dell’evoluzione di una specie dovuta a fattori casuali) nelle popolazioni antiche, dovuta alle migrazioni e agli intrecci con altre popolazioni.

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