Punta Verudella, come si cambia… (foto)

Punta Verudella, sole mare e... gonfiabili

Punta Verudella, sole e mare. Quale magnifica visuale, uno spettacolo superbo che si ripresenta agli occhi dell’osservatore, sia che la conosca da sempre perché nativo di questi luoghi, sia che l’abbia conosciuta soltanto da poco in qualità di turista. Vogliamo riscoprirla da capo con un tour estivo senza pretese di sorta, tranne quella di godere una splendida vista di mare?
Niente di scontato
​Troppe volte l’abbiamo data per scontata e troppe volte ci è parsa come la più banale delle vedute turistiche della costa istriana meridionale. È vero, Punta Verudella non ha nulla di essenzialmente nuovo da esibire. Tutto il suo patrimonio edilizio converge in due sole tappe di urbanizzazione che risalgono, l’una alla seconda metà dell’Ottocento (la fortezza Verudella e la batteria di San Giovanni) e l’altra agli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, quando venne edificato per primo l’albergo Brioni e poi, in ordine sparso, le villette turistiche, l’hotel Park, il Histria, il Palma… Dove un tempo c’erano solo macchia mediterranea e lecci, ora ci sono pinete e giardini con palme, campi da tennis e piscine, e tante, tantissime siepi di tamerici frangivento che sfidano l’arida roccia per guadagnarsi la vita in riva al mare.
Wow! Che panorama
L’abbiamo lasciata lì, Punta Verudella, negli anni Ottanta della fanciullezza, senza renderci conto di quanta strada abbia fatto negli ultimi vent’anni. Con l’aggiunta di una massiccia cupola in bronzo, la fortezza è diventata un moderno acquario marino che presto s’allargherà alla vicina Batteria di San Giovanni per ospitare pinguini, rettili e insetti. Da diversi decenni i mezzi pubblici e il traffico non arrivano più al cuore della penisola, né sfiorano più la fortezza o l’albergo Brioni. Autobus e automobili devono accontentarsi del parcheggio alle porte del promontorio che segna il confine tra l’oasi prevalentemente pedonale e la rete stradale urbana. L’albergo Histria (oggi un rampollo del casato Park Plaza) è sempre quel monolito dell’architettura socialista degli anni Ottanta che doveva restare tale nelle dimensioni e nelle proporzioni. Ma dentro è cambiato completamente e il terrazzo con piscina e giardini ora sono veramente molto eleganti. Ci ha pensato madre natura a dare la prospettiva al quadro: la costa dirimpetto con lo Scoglio dei frati, il canale di Veruda e le sue migliaia di vele spiegate al vento è effettivamente un capolavoro da esibire.
Altra spiaggia, stesso mare
Da qui al Faro il passo è breve. La spiaggia che negli anni Ottanta era un luogo di culto, oggi non sembra più tale. Ma non è un caso. Col passare dei decenni i gusti e le preferenze dei giovani cambiano (e cambiando dettano legge nella definizione delle rotte delle migrazioni urbane). Come a dire: ad ogni generazione la sua spiaggia, sicché, quel noto verso che consigliava “quest’anno non cambiare: stessa spiaggia stesso mare”, alla lunga non regge. Tutto cambia. Per esempio, la spiaggia del Faro è anche più attraente di prima. Il bar incastonato nella roccia è stato ristrutturato a regola d’arte e anche questa volta il panorama gliel’ha lasciato in retaggio madre natura. Siepi di tamerice costeggiano la passeggiata che si snoda tra le villette della prima generazione in direzione degli alberghi Park e Brioni. Villette e albergo (Park) sono stati ristrutturati a turni con risultati alterni, ma nel complesso questa fascia costiera è ben tenuta. Ci pensano i giardinieri alle dipendenze del gruppo Arena Hospitality a tenerla in ordine, ma anche chi frequenta la zona come turista o come bagnante. La consapevolezza di dover conservare l’ambiente oggigiorno è nettamente superiore rispetto a un tempo, quando capitava di lasciare la confezione del gelato per strada senza pensarci più di tanto.
Dove la natura è selvaggia
E ancora una volta, da qui al “cañon” il passo è breve. Lunga, stretta e profonda è l’insenatura più nota del promontorio, disgraziatamente celebre anche perché ha fatto molte vittime, specie tra i giovanissimi. Anche oggi è un triste ricordo per molte famiglie, e tuttavia è sempre frequentata per i tuffi spericolati. Effettivamente è uno dei luoghi di mare più affascinanti della nostra città, al fianco della Grotta dei colombi e poche altre scogliere fatte di questa stessa “stoffa”, tipica del Carso istriano. In genere Punta Verudella ha questo che la rende speciale: la giusta proporzione tra natura selvaggia e domata, tra scogliere poco praticabili e spiagge accessibili. Così è l’insenatura di San Giovanni, la più facilmente raggiungibile con automobili, mezzi pubblici e a piedi.
Una delle più belle spiagge polesi, come ben sappiamo, ma anche una delle più battute, cosa che le toglie buona parte del fascino. San Giovanni, altrimenti detta “Ambrela” è di fatto il formicaio marino di Pola, il luogo più visitato del promontorio e della costa polese in assoluto. Difficile farsi strada da queste parti. S’inciampa di continuo in ombrelloni, sdraio, asciugamani e nel resto dell’armamentario da spiaggia reputato necessario per un buon soggiorno in riva al mare. Meglio lasciar perdere e cercare un luogo più riparato, anche tutto intorno all’albergo Brioni, ora finalmente in via di ristrutturazione. Era stato aperto nel 1971 e ha dato tutto quello che poteva. L’anno prossimo festeggerà i primi cinquant’anni di vita, e sarà pronto per il nuovo millennio. Lunga vita al Brioni e a Punta Verudella, gioielli di rara bellezza.

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