Pola. L’antica cinta muraria corre sotto piazza Dante

Teodora Šalov controlla i primi scavi

Et voilà: spuntano ancora imbrattate di terra le prime tracce dell’antica cinta muraria cittadina. E il fatto è che non fanno nemmeno esagerata notizia, giacché il sottosuolo di Pola è un concentrato di reperti storici. Gli scavi appena intrapresi in piazza Dante, ad opera dell’impresa locale che si occupa di ricerca archeologica Arheotim e che ben collabora con il Museo archeologico istriano, hanno dato risultati dopo aver rimosso appena pochi centimetri di terreno sotto la superficie asfaltata. L’archeologa sovrintendente alla ricerca, Teodora Šalov, non si è detta sorpresa, anzi, strano sarebbe imbattersi in una situazione sterile di resti storici.

Eccole qua: tracce dell’antico bastione cittadino

Pochi metri più in là, quando a suo tempo l’Herculanea aveva commissionato la collocazione dei cassonetti a scomparsa, era stato rinvenuto un tratto del bastione, ora, rieccolo nella sua continuazione. Per capire la sua configurazione e il suo tracciato, l’Arheotim ha previsto lo scavo di ulteriori 4 sonde, analoghe a quelle praticate in via Kandler su commissione della Città, solo molto più grandi. Il proposito del Municipio è quello di rinnovare la superficie dell’intera piazza e di provvedere a interventi infrastrutturali affidando i lavori alla ditta edile “Iza duge” di Pola, per una ricompensa complessiva di di 179.570 kune (IVA esclusa). Prima di procedere, però, va superata la tappa d’obbligo: la ricerca archeologica, che costerà alla Città 52mile kune e che si perpetuerà fino alla festa pasquale, impiegando 45 giorni lavorativi.

Scavatrici in piena azione

“Praticheremo in tutto 8 sonde – rileva Teodora Šalov –, di cui tre ampie come questa, ossia cinque metri per cinque, altre 1 metro per 3. La metà di queste seguirà la linea di proseguimento planimetrico del bastione cittadino. Un’altra verrà praticata davanti alla scuola elementare Centar e la maggior parte saranno scavate davanti alla Chiesa della Madonna della Misericordia, per accertare se vi siano tracce di inumazioni o necropoli e quindi davanti al Caffè bar Old City, perché durante gli scavi d’intervento qui compiuti al momento della collocazione dei paletti a scomparsa erano state trovate tracce di strutture murarie tardoantiche”. Quindi, non si scherza. Ogni buona ricerca archeologica che si rispetti deve sempre compiere uno scavo fino alla roccia viva per portare alla luce anche eventuali resti dei più remoti strati culturali, ma in detto caso, data la grande profondità della cinta muraria, ci vorrebbero anni prima di terminare l’opera. Per evitare di andare alle calende greche, l’ufficio ministeriale della Sovrintendenza al patrimonio storico ha dato licenza di non andare troppo oltre e di fermarsi con lo scavo fino a due metri nel sottosuolo, il che sarà già un’impresa.

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