Verudella. Nell’acquario è nata una razza… Felice

Il successo degli oceanografi è tanto maggiore perche i pesci cartilaginei sono una specie a rischio. L’esemplare è nato con tre settimane d’anticipo

Felice, la prima razza nata all’acquario di Pola. Foto Dusko Marusic/PIXSELL

All’acquario di Verudella c’è una nuova super star: si chiama Felice (Srećko) ed è una simpaticissima razza chiodata (Raja clavata), ovvero un pesce cartilagineo di casa nel Mediterraneo, messo a dura prova dalla pesca estensiva e dall’inquinamento dei mari. Che sia difficile farlo riprodurre in cattività lo sanno bene gli oceanografi e il personale dell’Acquario di Pola: ci sono voluti vent’anni di tentativi falliti per arrivare alla nascita di Felice e dei suoi fratellini. È stato necessario studiare le condizioni ottimali dell’habitat artificiale, le giuste proporzioni di salinità e tutte le altre caratteristiche fisico-chimiche dell’acqua, la migliore qualità e quantità di fito e zooplancton da somministrare, insomma, riprodurre in laboratorio le medesime occasioni che la vita ha per germogliare spontaneamente in natura.
Naturalmente il personale esulta. Il successo è tanto maggiore perché i pesci cartilaginei (come i pescecani del resto) sono specie a rischio. Ciò nonostante 9 ovuli su 22 sono stati fecondati, a conferma del fatto che l’acquario polese è diventato una seconda casa per le razze. Il primo nato della famigliola è stato, è vero, prematuro, essendo nato tre settimane prima della scadenza dei cinque mesi canonici di incubazione. Ma ora cresce e sta recuperando lo scarto. Inoltre non è ancora possibile stabilirne il sesso. Di conseguenza, è possibile che tra qualche settimana si scopra che in realtà Felice è Felicita. Felicità e orgoglio per il buon successo dell’esperimento a parte, resta il fatto che gli acquari, proprio come i giardini zoologici, sono diventati dei veri e propri centri di tutela delle specie che in natura rischiano l’estinzione. Ora che hanno imparato ad allevare le razze in cattività, gli oceanografi dell’Acquario polese cercheranno l’autorizzazione dei ministero competente per integrare i nascituri nel loro ambiente d’origine (il mare) per contribuire, nel loro piccolo, alla salvezza della specie

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