Pola. Il… male strutturale dell’ex Ammiragliato

Dallo scorso aprile a questa parte, il decoratissimo timpano dell’edificio dell’Ammiragliato in riva fa assai poca… ammiraglia figura. Sdentato all’altezza del suo cornicione, in seguito allo staccarsi di un bel pezzo di architettura che è poi finita per scorzare il piano sottostante dalla facciata frontale, non è ancora stato trasformato in oggetto di recupero e restauro conservatore. A onor del vero non serve essere intenditori in materia di statica edilizia e di salute degli edifici antichi per capire che le crepe che si presentano in cima hanno un non so che di pauroso. La screpolatura risulta passare tutto attorno alla struttura triangolare di un timpano che ha l’aria di reggersi per scommessa con tutti i suoi magnifici altorilievi. In caso di ulteriori frane, la struttura di protezione costituita da impalcature in metallo e tavoloni di legno, potrebbe anche rivelarsi poco efficace. Ancora si è memori dell’enorme blocco di pietra che era finito per sfracellarsi in mille pezzi, umiliando l’aspetto ancora autorevole dello “Stabsgebaude”, classe 1861. Allora l’impresa “Grota” aveva effettuato un’analisi ravvicinata della “sima” del cornicione, ossia della parte più alta dell’edificio. Gli addetti ai lavori si erano messi in azione anche con interventi di fissaggio, mediante tecniche di consolidamento e imbottitura, con le quali erano state trattate le strutture architettoniche della facciata. Un tanto per assicurarsi che non vi fosse rischio di ulteriori… frane.
Ma il timpano è sempre rimasto monco di un pezzo importante, lasciando l’edificio in balia a un aspetto indegno. La responsabilità per assumersi l’onere di sostenere le spese di un recupero dovrebbe essere dello Stato, se si considera che l’immobile è di proprietà statale. Dentro, però, albergano gli uffici della Regione istriana. In ogni caso, urge una cura. Questo patrimonio edilizio sta invecchiando a vista d’occhio e necessita di interventi di miglioramento e riparazione. Che vanno fatti prima che capitino i malanni.
Oltre al fattore tempo, influente anche sui materiali in pietra, vi sono altri dettagli strutturali carenti di cui tener conto. In fin dei conti si tratta di un palazzo che dal punto di vista della progettazione architettonica e della pianificazione urbanistica, appartiene allo stile storicista-secessionista tipico del retaggio imperiale austriaco, in particolare delle costruzioni militari. A differenza di oggi è stato sempre abitato da militari. Soldati di cinque eserciti diversi: quello dell’Impero Austro-Ungarico, quello italiano a partire dal 1918, quello degli Alleati sul finire della Seconda guerra mondiale, dell’Armata Popolare Jugoslava nel dopoguerra e, quindi dalle Forze armate della Repubblica di Croazia.

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