Canale di Leme. Sequestrato peschereccio italiano

Il peschereccio ormeggiato sul Molo Fiume a Pola. Foto Srecko Niketic/PIXSELL

Verso le 13 di mercoledì 20 ottobre,, i dipendenti del Centro nazionale marittimo hanno rilevato sul proprio radar per il controllo dei confini di Stato marittimi, un peschereccio italiano che si era spinto nelle acque territoriali croate all’altezza del Canale di Leme. Sul posto è stata immediatamente inviata una motovedetta della Polizia marittima, che ha tentato di instaurare un contatto con il peschereccio, senza peraltro ricevere risposta. Verso le 15, la motovedetta ha quindi fermato il motopesca italiano, che aveva calato in mare l’attrezzatura di pesca, nella zona economica esclusiva. I pescatori italiani sono stati quindi invitati a interrompere la pesca, a levare l’ancora e a raggiungere il porto di Pola, dove la Polizia ha arrestato il comandante 45.enne e quattro membri dell’equipaggio, di 28, 49, 50 e 55 anni. Tutti e 5 sono stati demandati al pretore per avere infranto la Legge sui confini di Schengen e quella sulla pesca e sono stati sanzionati con 2mila kune  (260 euro) di multa ciascuno. Il capitano della nave dovrà pagare ulteriori 7mila kune (930 euro) e rimborsare i danni provocati all’ambiente marino, come pure le spese per l’utilizzo della motovedetta della Polizia marittima, per un totale di 17mila kune (2.250 euro). Si tratta del motopeschereccio italiano Tenace di Chioggia

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