Il canto che unisce le Comunità degli Italiani

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Il canto che unisce le Comunità degli Italiani

Omaggio in musica al gentil sesso, sabato sera, alla Comunità degli Italiani di Pola. Il concerto che ha avuto luogo soltanto nel fine settimana che ci siamo appena lasciati alle spalle, avrebbe dovuto svolgersi appunto in occasione della Festa della donna, l’8 marzo, ma l’epidemia influenzale al culmine della sua virulenza aveva costretto più della metà dei partecipanti a letto, e l’occasione è sfuggita di mano. Ma il programma era pronto, gli accordi pure, perfino i mezzi destinati all’evento, per cui il concerto “alle donne” si è tenuto comunque con l’unico difetto della data… sbagliata. Protagonisti dell’evento il Coro misto della Comunità degli Italiani di Dignano, in veste di ospite, il Coro femminile della Società artistico culturale “Lino Mariani” di Pola e l’Orchestra mandolinistica della medesima società, che hanno fatto gli onori di casa. Le due corali chiamate a sostenere il concerto hanno un piccolo particolare in comune. Infatti alla direzione di entrambe c’è Orietta Šverko: nel primo caso la collaborazione dura da mezzo secolo, per cui maestra e coro celebrano quest’anno le loro nozze d’oro, mentre nel secondo l’unione non va oltre i quindici anni, che possono sembrare pochi in paragone all’anniversario tondo e solenne di Dignano, ma sono comunque un piccolo traguardo che si celebra e si ricorda ben volentieri.

Serata dunque celebrativa, oltre che “tematica” per il dovuto omaggio alla Festa delle donne, quella di sabato nel Salone degli spettacoli di via Carrara. Ad accogliere ospiti e pubblico la presidente della SAC polese, Loretta Godigna, e il segretario Vito Paoletić con la sua conduzione particolarmente gradita per il giusto equilibrio fra umorismo e serietà.rima sul palco in ordine di apparizione l’orchestra che chiamiamo affettuosamente “mandolinistica” (termine che probabilmente non concede la giusta considerazione alle chitarre, ma tant’è). Diretta da Klara Cerin (una delle chitarre della compagine, appunto, per eterna carenza di elementi), l’orchestra ha entusiasmato il pubblico con il “Don José” di Kok, “Ricordo di ballo” (Sartori) e l’amatissimo “Potpourrì di canzoni napoletane” che fa sempre piacere risentire. Per l’ultima sua esibizione della serata, la “mandolinistica” si è fatta accompagnare dalle voci del coro femminile con “Polesana mia”, espressione di una squisita atmosfera locale. La seconda parte del concerto ha visto esibirsi la sola corale femminile con Orietta Šverko alla direzione di “El ritornel” (Daici), “Il dolce paese” (Endrigo), “Canzone gondoliera” e lo spiritual “Go down Moses”, brano prediletto della corale, che si avvale dell’accompagnamento al pianoforte di Branko Okmaca. Infine l’esibizione degli ospiti, i coristi della Comunità degli Italiani di Dignano. A presentarne il “curriculum” il presidente Livio Belci. La fondazione del coro è anteriore alla fondazione del Circolo italiano di cultura (1948), proprio come nel caso di Pola, quindi la tradizione di questa corale che negli anni d’oro contava anche cinquanta e sessanta elementi (ora restando nominalmente sulla trentina ma di fatto a esibirsi ieri non erano che una ventina di elementi) è davvero imponente e merita la giusta considerazione. Per la direzione della festeggiata Orietta Šverko, il coro ha interpretato canzoni d’autore ora di carattere religioso e ora di quello profano, per lo più brani celebrativi del luogo natio. In ordine cronologico: “El campanil del Dignan” (D. Klunić), “Quando le rose” (Pigarelli), “Montagne addio” (Bregani), “La vecia contrada” (Milotti), “Fratello sole, sorella luna” (Ortolani), “Ecco l’uomo” (Sequeri), “Canto di gloria” (Rota) e “Un canto per la pace” (Pecoraro Telve). Ultima l’esibizione dei due cori riuniti accompagnati da Okmaca al pianoforte, che hanno interpretato la toccante “O Signore dal tetto natio”, celebre preghiera del quarto atto de “I Lombardi alla prima crociata” di Giuseppe Verdi.

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