Arena. Luglio e agosto risollevano il morale

L’emergenza coronavirus ha limitato le visite ai siti del Museo archeologico istriano

L’anfiteatro romano ha riaperto i battenti soltanto in agosto

L’epoca del coronavirus ha generato un tonfo colossale per la cultura e l’arte trasformatesi in vittime imbrigliate da lockdown e quarantene. Com’è stata la ripresa post Covid primaverile e quali sono state le ripercussioni economiche dopo una stagione completamente persa e un’estate consolatoria nel caso del Museo archeologico istriano di Pola, ente che gestisce l’Arena e le strutture galleristico-museali? “I mesi di luglio e agosto – rileva il direttore dell’istituzione, Darko Komšo – ci hanno risollevato il morale. Analizzando il nostro status nel contesto della situazione di crisi epidemico-sanitaria, possiamo ritenerci soddisfatti. Da come si erano messe le cose, nello scorso mese di giugno avevamo pensato che ce la saremmo passata molto peggio. Scendendo in un confronto con altre istituzioni omologhe della Croazia, per visite registrate, siamo i migliori. E questa non è una valutazione azzardata, ma supportata dalla statistica. Il nostro settore segue i destini dell’andamento turistico. Per l’Istria è andata bene e di riflesso anche per noi. I mesi che ‘contano”, quelli di luglio e agosto, che hanno richiamato sul territorio la maggior presenza turistica, hanno fatto registrare nel caso dell’Arena il 55 per cento degli incassi avuti negli stessi mesi del 2019. Certamente non ci si aspettava di arrivare a tanto”.

I numeri
Per osservare più da vicino l’impatto su questo mercato della cultura in regime di epidemia bisogna osservare i numeri dei biglietti staccati, che non riflettono sicuramente i bei tempi dei sold out e dell’Arena prenotata dalle comitive con mesi e mesi d’anticipo. Nei primi 8 mesi del 2019 l’anfiteatro era stato una stella del firmamento con ben 373.583 ammiratori, mentre nello stesso periodo del 2020, dentro alla struttura monumentale sono entrate 111.395 persone, soprattutto turisti stranieri. Dalla cifra sono esclusi gli ingressi gratuiti per i cittadini locali e le presenze per gli spettacoli e la rassegna filmica. In effetti l’Arena ha realizzato un’affluenza del 30 per cento rispetto a quella dell’anno passato e, tra l’altro, il confronto non regge se si considerano la totale chiusura di aprile e le parziali aperture di marzo e maggio. Pur con percorsi obbligati, ingressi contingentati e igienizzazioni per tutti, il mese di luglio ha fatto registrare il 48 per cento degli ingressi di quello dell’estate passata attirando 45.107 turisti contro i 94.727 di allora, mentre in agosto sono stati venduti 45.041 biglietti invece dei 104.348 dell’agosto 2020 (il 43 per cento dell’anno scorso). Non è certo gaudio e tripudio e resta anche il cruccio. “Da queste entrate, a differenza di altre istituzioni, il Museo attinge il necessario per gestire tutti monumenti di Pola e ora abbiamo a che fare con cifre dimezzate rispetto a prima. Ma sopravviveremo. Faremo bastare quanto comunque ricavato”: dice Darko Komšo.

Bene i Sacri Cuori
Arduo è quindi il confronto con gli ingressi segnalati dal Tempio d’Augusto: nei primo otto mesi del 2020 ci sono state 6.233 visite, nello stesso lasso di tempo del 2019 addirittura 23.310, il che corrisponde ora ad un tonfo del 73 per cento, ma va anche specificato che il Tempio ha tenuto aperto il suo gigantesco portone soltanto nei mesi di giugno, luglio e durante quello di agosto che, da solo, ha fatto calamitare oltre 3mila amanti della storia antico-romana, il che non è poco. Molto visitata soprattutto la Chiesa Galleria dei Sacri Cuori dove sono entrati 5.249 vacanzieri e visitatori locali rispetto ai 7.707 avuti nei primi 8 mesi del 2019, il che corrisponde a un buon 68 per cento. E il trucco c’è. Il Museo ha dato ingresso gratuito pur di mantenere vivo l’interesse nei confronti di quello che è uno dei più belli spazi espositivi di Pola. Niente male, poi, per gli ambienti della Galleria C8, frequentata abitualmente dai locali e molto meno dagli stranieri: da gennaio ad agosto ha realizzato 2.513 visite (60 per cento), rispetto alle 4.191 del 2019. Quanto alla Galleria dell’anfiteatro chiusa da saracinesca nel corso di tutto l’anno, si è salvata in luglio e agosto con 11.259 visite. Rappresentano un terzo di quelle (33.200), avute da maggio ad agosto nell’anno passato.

Autunno di grande magra
Nesazio, località archeologica lontana e pertanto anche al riparo dalla rischiosa ressa di città, ha visto arrivare 1.132 escursionisti, invece dei 3.871 giunti entro la fine di agosto dell’anno scorso. Andamento al 30 per cento, con ciò che il grande recupero turistico è avvenuto nei mesi estivi di punta. Poi l’inserimento della Croazia sulla lista rossa dei Paesi a rischio ha fatto il suo.
Il direttore del Museo archeologico, anticipa senza errori di previsione un autunno di grande magra: “Settembre è sempre stato il mese delle comitive, soprattutto all’Arena. E questa, nell’attuale situazione non è una prospettiva fattibile”. Il Covid ha certamente privilegiato il turismo dei single, delle coppie e delle famiglie. E dopo l’incremento delle infezioni a livello nazionale, manco questo.

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