Voragini. L’attenzione in natura non è mai troppa

Umago. Ancora attuale la questione degli enormi buchi

Una delle voragini in un campo arato presso Rosazzo

La notizia della formazione di vere e proprie voragini nelle zone della Croazia colpite dal terremoto dello scorso 29 dicembre ha riaperto un caso del quale ci eravamo quasi dimenticati e che riguarda fatti analoghi che continuano a succedere in Istria. Non sono legati a eventi sismici, ma al terreno che spesso e volentieri cede formando buche che fanno veramente paura. Ricerche più approfondite avevano portato il numero delle foibe e delle voragini note da 32 a oltre 90, di cui molte pericolosissime.
Siccome i boschi sono sempre più frequentati dai raccoglitori di funghi e di asparagi, è bene ricordare che l’attenzione in natura non è mai troppa. Trovarsi all’improvviso davanti a un buco nero, profondo decine di metri, non è certo piacevole, anche perché quasi sempre l’entrata è celata dalla vegetazione e si nota soltanto all’ultimo momento. L’assurdo è che queste voragini e inghiottitoi, per legge (assurda) non possono essere transennate, ma una volta individuate dagli speleologi, possono essere solo segnate nei GPS.

 

Nella zona di Umago ci sono non meno di 17 inghiottitoi, foibe e voragini considerate ad alto rischio; nella zona di Buie 15. Ma il Buiese conta 360 chilometri quadrati e le voragini accertate sono oltre 90. Qualche anno fa i Vigili del fuoco di Umago avevano pure classificato per la prima volta dette voragini in modo da rendere l’idea della loro pericolosità, proponendo delle misure per metterle in sicurezza, che poi erano state sottoposte all’attenzione del Consiglio cittadino di Umago.

Fra le grotte più pericolose nell’Umaghese vengono segnalate quelle di Madonna del Carso (con un’apertura in superficie di 4 metri per 5), Galici (1,5 per 1,5), Spinel (3 per 2), Monte (a destra di Cortina, 10 per 10) e Gruppia (25 per 25), mentre nella zona di Buie sono segnate le grotte di Vinela (15 per 25), Tribano (3 per 3), Marussici (20 per 20) e San Giovanni a Jugovci (1,5 per 1), tutte profonde decine di metri.

 

Molti gli allarmi
Poi ci sono quelle micidiali, come ad esempio quella in cui è finito, trovandovi la morte, il giovane pompiere di Umago Zoran Finderle, presso Crassiza. Oggi quel buco nero è segnato dalla targa che ricorda la tragedia. Una voragine quasi invisibile, che si manifesta all’improvviso e che si trova alla fine di una piccola scarpata. Ma molte altre, simili a questa, non sono nemmeno segnate e questo deve preoccupare tutti. Nella stagione degli incendi boschivi, poi, i Vigili del fuoco preferiscono fare intervenire i Canadair anche per evitare di dover camminare su un terreno del genere.

Se andate a passeggiare in natura, dunque, fate affidamento sul vostro buon senso. Spesso si era discusso di queste buche, ma solo dopo molti anni, su sollecitazione del Consiglio cittadino di Umago, un esperto pompiere aveva censito le foibe e le buche che aveva trovato. Fino ad oggi però le iniziative per transennare queste buche sono state ignorate. Allarmi anche nella zona di Seghetto – Rosazzo, dove negli ultimi anni si sono aperte delle voragini nel terreno, del diametro da 1 a 5 metri e profonde qualche decina di metri. Ogni tanto in queste voragini finisce qualche animale, ma il pericolo è presente e reale anche per gli esseri umani. Di questo problema è stata già informata la Città di Umago, che chiederà ai Vigili del fuoco la lista delle voragini e i rilevamenti satellitari, per vedere alla fine se, e quando, si potrà fare qualcosa per migliorare la sicurezza sia delle persone che degli animali.

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