La Voga maxima di salvorini e piranesi verso Muggia

Impresa finalizzata a ristabilire pacifici equilibri. La traversata di ritorno in programma il 22 agosto

La traversata dell’amicizia

I soci della “Batana salvorina” hanno accompagnato i membri della “Voga Veneta Pirano” nella Voga maxima, traversata marittima da Pirano a Muggia. Sono stati i membri Lauro Paoletić e Christian Petretich a raggiungere alle prime luci dell’alba i loro colleghi Silvano Pelizzon, Dario Dobrovich e Marina Paoletić a bordo della batana salvorina nel mandracchio di Pirano, punto nel quale sono saliti sull’imbarcazione di appoggio e accompagnamento “Stari maček”, guidata da Janez Šabec, assieme al secondo gruppo di vogatrici, composto da Duška Žitko, Valentina Budak, Romana Kačič, Milka Sinkovič e dalla coordinatrice del gruppo Amalia Petronio. Il primo gruppo di vogatrici, Nadia Zigante, Branka Žerjal, Gabrjela Dolinšek e Andreja Frelih, sul topo con quattro forcole, ha vogato per un tratto di 11 chilometri, ovvero 6,83 miglia, e giunto alla metà del percorso, all’altezza di Punta Grossa, ha ceduto il timone al secondo gruppo. Quindi a impiegare le forze per raggiungere l’approdo muggesano sono state Duška Žitko, Milka Sinkovič, Valentina Budak e Romana Kacicil. Ad attenderli, i membri della Società nautica “Giacinto Pullino” Franco Stener, Nicoletta Casagrande e l’assessore alla Cultura e allo sport di Muggia, assieme ad altri amici della voga.

I partecipanti ripresi a Muggia

“Quest’impresa ha per la ‘Batana salvorina’ un sapore particolare. È stato un piacevolissimo invito al quale abbiamo partecipato senza pensarci due volte – ha rilevato Marina Paoletić, presidente dell’Associazione –. S’è voluta infatti ribadire la nostra amicizia e la vicinanza con gli amici piranesi e muggesani, in un periodo in cui spesso avvengono incresciosi incontri/scontri, ma in realtà esiste (e spesso è posto in secondo piano) l’altro lato della medaglia, quello fatto da un maggior numero di persone, che desiderano ristabilire pacifici equilibri e i contatti di un tempo. Dopo decenni infatti, una batana salvorina ha fatto la sua comparsa nel mandracchio di Pirano e si è cimentata vogando, anche se essenziale è stato l’ausilio del fuoribordo, assieme alle brave e allenate vogatrici piranesi sempre in testa. A Muggia siamo stati accolti dal signor Franco Stener e dai soci della Società nautica ‘Giacinto Pullino’, per il pranzo. È stata una fugace e allegra sosta, accorciata a causa del previsto maltempo.
Comunque tutto si è svolto per il meglio e siamo riusciti a rientrare a Pirano e a Salvore giusto in tempo. Ora è il turno delle vogatrici piranesi e degli amici muggesani, che sono attesi a Salvore il 22 agosto, in occasione della Festa dei pescatori”.

Tutela delle antiche tradizioni

L’Associazione “Batana salvorina” nasce sotto l’egida di Davor Rašin, con l’intento di riscoprire le antiche tradizioni e il patrimonio legato al mare, nonché salvaguardare e riprendere le tecniche di costruzione della batana salvorina, tipica imbarcazione della zona. Nello specifico si è attivata per ripristinare le tecniche di costruzione della batana, ingaggiando i longevi maestri d’ascia della zona: Mario Cociancich, detto Nina e Aurelio Cociancich, soprannominato Lello, che hanno insegnato le tecniche di costruzione della stessa a Gianni Golcich, Christian Petretich e Moreno Osić. L’Associazione s’impegna a far conoscere le caratteristiche della batana, il suo stile di voga, molto simile a quello veneziano, nonchè le antiche tecniche di pesca, da quella “a fogo”, fatta con il lume e le fiocine, a quella andata in disuso, della separiola.

Salvorini e piranesi sulla batana

Un progetto in corso riguarda la raccolta di video-testimonianze delle persone che sono state legate alla batana, coloro che le hanno costruite, che hanno pescato, oppure che le hanno usate per fuggire. È Silvano Pelizzon che si occupa della dimostrazione di remata a bordo della batana; Christian Petretich invece restaura e costruisce batane e si occupa della trasmissione di quest’arte, mentre la presidente Marina Paoletić, professoressa di storia, s’impegna nella raccolta delle testimonianze e della ricerca storica. Ci sono inoltre numerosi soci che contribuiscono attivamente e in svariati modi nelle numerose organizzazioni. Tra questi, Tanja Šuflaj, Lauro Paoletich, Dario Dobrovich, Davor Rašine e altri, il cui obiettivo è quello di aprirsi ai giovani, farli riflettere e riavvicinarli al mare, trasmettendo loro non solo le tecniche di pesca, ma anche le particolarità della zona, come le “grue”, i punti strategici di pesca, le specie ittiche e le testimonianze di una volta, intento portato avanti con successo in quanto si tratta di un gruppo per la maggior parte composto da giovani.
L’Associazione è già conosciuta nel territorio per il suo importante impegno nel promuovere il progetto di creare nella baia di Zambrattia un parco archeologico e marino di interesse nazionale, come pure per la tutela e la valorizzazione delle gru in acacia (pali lunghi 4-5 metri, affondati alla base nel cemento o tra le rocce) e della batana salvorina, con l’obiettivo di riconoscerle come patrimonio storico da salvaguardare, in quanto le gru di acacia, resistenti alle intemperie e al passare del tempo e sulle quali veniva sollevata la batana, in alcuni punti della costa hanno anche un secolo di vita e sono quindi ben radicate nella storia del territorio.

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