Vojko Obersnel tira le somme

Dopo 21 anni da primo cittadino ha presentato il rapporto sugli ultimi quattro all’insegna di Fiume, CEC 2020, un progetto in cui sono stati spesi impegno, lavoro e notevoli risorse finanziarie per la preparazione, ma che è stato stravolto dalla pandemia

Il sindaco Obersnel ripercorre il suo ultimo mandato

Entro pochi giorni, come ha annunciato ieri il sindaco di Fiume Vojko Obersnel, il primo cittadino tornerà a rivolgersi ai media, per l’ultima volta da primo cittadino, per raccontare i suoi 21 anni a ricoprire questa carica. Ieri, invece, ha raccontato gli ultimi quattro, quelli del suo ultimo mandato prima di cedere il testimone ad altri.

 

 

Indebitati, ma entro i limiti
Quale realtà si troveranno a dovere gestire? Quanto è indebitata la Città? Obersnel ha confermato il calcolo reso pubblico dalla “Grubišić & partneri“, impresa zagabrese specializzata in finanze, secondo cui Fiume, con le sue aziende municipalizzate, ha circa 750 milioni di kune di crediti da smaltire: “Indebitarsi è normale quando si vuole costruire. Noi ci siamo indebitati nell’ambito di quanto consentito dalla legge in quanto ogni credito deve venire autorizzato dal Ministero delle Finanze”. Lo studio sulle finanze dell’amministrazione cittadina era stato richiesto dall’associazione GPS (acronimo di Cittadini anzitutto) che sostiene il candidato sindaco Davor Štimac, promosso al secondo turno assieme all’attuale vicesindaco Marko Filipović.

Questa è stata una delle domande dopo la lunga relazione di Obersnel, assieme a quella, ormai inevitabile, sui progetti non realizzati: “Concluderò anche questo mandato senza che sia stato realizzato il progetto del terminal bus, una sorta di simbolo che in molti utilizzano a scopi elettorali in questo periodo. A tale proposito desidero sottolineare che abbiamo provveduto a realizzare altri progetti, da quelli per lo sport a quelli per la cultura fino alle infrastrutture, che abbiamo ritenuto più importanti. Mi dispiace per il terminal bus, ma soltanto per il suo significato simbolico. Se dovessi scegliere ora, farei lo stesso, per lo sport, la cultura e le infrastrutture. È come se si credesse che con il terminal bus potrebbero venire risolti tutti i nostri problemi. Se dovrei scegliere tra le piscine, il complesso Benčić e la stazione dei bus, non avrei dubbi”.

Il complesso Benčić, testimone del progetto Fiume, CEC 2020

All’insegna di CEC 2020 e pandemia
Ripercorrendo gli ultimi quattro anni, Obersnel si è soffermato su alcuni punti. Ai giornalisti è stato consegnato un volume di 270 pagine che racconta quello che è stato fatto, un documento che il sindaco ha riassunto. Tra le altre cose, sfogliando il libro, oltre alle illustrazioni, ai diagrammi e alle tabelle, ci sono i codici QR attraverso i quali, dalla carta stampata, si può passare agli archivi digitali usando il cellulare.

“L’ultimo mandato è stato all’insegna di Fiume, Capitale europea della Cultura 2020, un progetto in cui sono stati spesi impegno, lavoro e notevoli risorse finanziarie per la preparazione. Purtroppo, a causa della pandemia da coronavirus, non è stato possibile realizzare molti dei programmi previsti e quindi sono venuti meno quei risultati che avremmo voluto raggiungere. Come possiamo renderci conto anche ora, siamo tutti qui, con le mascherine che ormai sopportiamo con difficoltà. Da più di un anno la pandemia ci sta condizionando, non soltanto quando parliamo di Fiume 2020. Sono tante le attività che si sono dovute adattare alle nuove esigenze, mentre l’economia ha subito un duro colpo con conseguente calo del gettito fiscale e meno entrate nel Bilancio cittadino. Oltre agli sgravi e alle agevolazioni stabilite dal governo, anche la Città ha provveduto a sostenere l’imprenditoria e gli stessi cittadini con delle misure aggiuntive. Nonostante tutto, in quattro anni siamo riusciti a dimezzare il deficit nel Bilancio. Se non fosse stato per il Covid-19 avremmo potuto fare anche di meglio”, ha spiegato Obersnel.

Il polo natatorio di Costabella

Fondi europei, Fiume campionessa
Uno dei cavalli di battaglia di Obersnel, cavalcato anche dal suo erede designato Filipović in campagna elettorale, è rappresentato dal successo nell’utilizzo dei fondi dell’Unione europea. “Siamo i campioni assoluti – sostiene Obersnel –, per numero di progetti e per le cifre a cui abbiamo potuto accedere. Si tratta di 552 milioni di euro di cui 300 sono a fondo perduto, mezzi accordati in quest’ultimo mandato. Dei 141 progetti finanziati con i fondi Ue ce ne sono quelli maggiori, come quello legato allo sviluppo della rete idrica e fognaria che pesa 1,7 miliardi di kune a quelli piccoli, avviati da enti o dalla stessa amministrazione cittadina sostenuti con poche decine di migliaia di euro. Per potere accedere ai fondi europei era necessario soddisfare i presupposti, a partire dalla disponibilità di mezzi propri con cui partecipare ai concorsi”, ha concluso il sindaco.

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