Oggi i giovani sono sempre più depressi

La ricerca condotta dalla Città e dall’Università di Fiume dimostra che è aumentato il senso di solitudine tra i ragazzi

Nell’ambito della ricorrenza della Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra il 10 ottobre, e che ogni anno porta all’attenzione un aspetto diverso relativo al tema, per il 2021 è stato scelto il motto “Salute Mentale in un mondo ineguale” (Mental Health in an Unequal World), poiché persiste una disparità di trattamento e di qualità dell’assistenza fornita tra chi soffre di malattie mentali e chi di altre patologie.

 

La Città di Fiume con numerosi eventi sottolinea l’importanza di coltivare e curare la salute mentale in ogni età e tra le innumerevoli manifestazione organizzate dalle varie associazioni sociali, ha ideato una ricerca che è stata condotta sul sito www.svejeok.hr con tema la salute mentale dei giovani fiumani. Allo studio hanno partecipato, in forma anonima e volontaria, 313 intervistati, giovani di età compresa tra 18 e 30 anni.

Nel contesto dell’indagine sono stati esaminati vari indicatori della salute mentale, come stress, resistenza allo stress, depressione, ansia, supporto sociale e simili. La ricerca è stata condotta congiuntamente dalla Città di Fiume tramite il Dipartimento della salute e della previdenza sociale e dal Dipartimento di Psicologia della Facoltà di Filosofia dell’Università di Fiume.

L’analisi delle risposte ha dimostrato che il numero di giovani con determinate serie difficoltà mentali non è elevata. Precisamente, solo il 2 per cento di giovani si sente solo, il 7 p.c. depresso, il 5 p.c. percepisce qualche forma di ansia, mentre il 12 p.c. si ritiene sotto stress, circa il 12 p.c. non si sente ottimista e sotto l’uno p.c. è insoddisfatto della vita che sta vivendo.

È stato dimostrato, tra l’altro, che i giovani che praticano sport attivo sono soddisfatti della propria vita, sono ottimisti e meno soli, depressi e ansiosi dei giovani che non praticano alcuna attività nel loro tempo libero. I giovani che fanno sport sono più resistenti allo stress rispetto a quelli con poca attività ricreativa o che non si occupano di riempire il tempo libero con qualche lavoro o passatempo utile e soddisfacente. Rispetto allo studio condotto una decina d’anni fa, è stato dimostrato un aumento della solitudine, una diminuzione del livello di sostegno sociale da parte dei familiari, amici e colleghi e una diminuzione nell’ottimismo dei giovani. Nella conclusione dell’elaborato viene specificato che i programmi di prevenzione relativi alla salute mentale dei giovani dovrebbero iniziare prima dei 18 anni, con un particolare riferimento alle ragazze. I nuovi programmi di prevenzione e gli interventi sociali dovrebbero mirare a sviluppare e rafforzare la resilienza allo stress, l’ottimismo, la soddisfazione per la vita, il sostegno sociale di colleghi e amici e incoraggiare l’istruzione superiore o l’occupazione, coinvolgere i giovani nelle attività sportive, nell’arte o in altre attività ricreative o nei passatempi attivi, fornendo supporto nel mantenimento della salute fisica e, in generale, elevando il potere materiale e finanziario delle famiglie e dei giovani.

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