Monte Maggiore. Piantati tremila alberi della memoria

Srećko Juričić, Luka Ivančić e Petra Majdak Bijelić. Un faggio è stato piantato in omaggio a Orlando Rivetti

Ci sono vari modi con cui ricordare le persone care che non ci sono più. Ce n’è uno suggerito dall’associazione “Posmrtna pripomoć” (“Aiuto post mortem”), che offre sostegno a chi ha perso un familiare o una persona cara. L’organizzazione promuove e organizza delle azioni di rimboschimento con gli alberi della rimembranza, uno per ogni membro dell’associazione scomparso. Ieri sul Monte Maggiore, in collaborazione con l’azienda “Hrvatske šume”, che gestisce il demanio forestale croato, sono state interrate le prime 3.000 piantine di faggio in prossimita di Sella Poklon. Si tratta della seconda azione dopo quella organizzata lo scorso anno nei pressi di Zagabria, sulla Medvednica e sulla catena montuosa Vukomeričke gorice, dove sono stati piantati 5.000 alberi. Quella di piantare gli alberi della rimembranza è una tradizione in molti Paesi, soprattutto nel Nordamerica dove nel corso di una cinquantina d’anni sono state rimboschite vastissime aree nei Parchi naturali e nazionali. Per il Monte Maggiore, che ha lo status di Parco naturale, è stato scelto il faggio come pianta autoctona che, come tale, non dovrebbe incontrare freni al suo lunghissimo percorso di crescita. Ci vorranno dieci anni, infatti, per vedere un faggio piantato oggi raggiungere il metro d’altezza. Per rimboschire un ettaro ce ne vogliono duemila. Tutto intorno ve ne sono di altissimi, molti dei quali con 80, 100 e più anni d’età.
Com’è nata l’idea? Ce lo ha spiegato Petra Majdak Bijelić, alla guida del progetto: “Lo scorso anno abbiamo piantato per la prima volta questi alberi della memoria per ricordare i defunti membri della nostra organizzazione. Seguiamo un trend mondiale. Grazie a ciò in America è stato rinnovato il fondo boschivo in molte zone, un contributo che anche noi vogliamo dare al nostro Paese. Dopo l’azione promossa un anno fa, le reazioni sono state molto positive, al punto da incoraggiarci a continuare su questa strada. Per i nostri membri è un gran dono. Oltre a sapere che un albero è stato piantato in onore di un familiare scomparso, tutti ricevono una tessera che riporta il loro nome e l’indicazione della località dove crescerà l’albero piantato. Possono aderire, con un importo simbolico di 30-40 kune, anche coloro che non sono nostri membri. Per chi fa parte, invece, dell’organizzazione tutto è gratuito. In questo senso, già lo scorso anno vi è stato un grande interesse tra i cittadini, per cui erano stati piantati 3.000 esemplari in più della quota prevista”. Quando c’è da dimostrare sensibilità sociale, umana, l’attaccamento ai valori universali, vediamo spesso impegnato il Rijeka calcio, non necessariamente con sostegno finanziario. Il club fiumano ha aderito e lo avrebbe fatto in modo più massiccio se non vi fossero le esigenze, a causa del Covid, di salvaguardare la salute di tutti, giocatori e staff tecnico. Domani, infatti, il Rijeka gioca a Rujevica la sua prima gara nel girone di Europa League contro la Real Sociedad. Il virus è presente ormai ovunque, anche nella rosa titolare del Rijeka. In questa situazione basta poco per creare seri problemi. Ieri, sul Monte Maggiore, si sono presentati comunque dei testimonial di prim’ordine quali il direttore generale Luka Ivančić e Srećko Juričić, leggenda del club, disponibilissimo a imbracciare la zappa per piantare egli stesso una pianta. “È una pratica a me familiare da quando aiutavo i nonni in Istria”, ha precisato l’ex difensore e dirigente. I rappresentanti del Rijeka hanno dedicato il loro albero della memoria al giornalista sportivo Orlando Rivetti, scomparso domenica scorsa.

Tremila faggi…
…in memoria di chi non c’è più

Valida azione ieri nel Parco naturale del Monte Maggiore

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