Jurij Gagarin è «atterrato» a Fiume

Nel Centro astronomico di Santa Croce è stato scoperto il busto in onore del primo uomo ad aver mai viaggiato nello spazio. L'impresa fu compiuta il 12 aprile 1961

Marko Filipović, Anvar Azimov e Anatolij Pavlovič Artsebarskij. Foto: Ivor Hreljanović

La mattina del 12 aprile 1961, in piena Guerra fredda, si stava compiendo una delle più incredibili imprese mai fatte dall’uomo. Nel cosmodromo di Bajkonur (oggi Kazakistan), un giovane astronauta di 27 anni, stava entrando nella navicella Vostok 1 che l’avrebbe lanciato in orbita. Quel ragazzo era Jurij Gagarin, il primo viaggiatore nello spazio. Il volo iniziò alle ore 9.07, orario di Mosca, compì un’intera orbita attorno alla Terra, raggiungendo un’altitudine massima di 302 chilometri viaggiando a una velocità di 27.400 chilometri orari. Durante il volo, guardando dalla capsula ciò che nessuno aveva ma visto prima, pronunciò la celebre frase “Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini”. Il volo terminò 88 minuti dopo, alle 10.55. Gagarin, dopo essere stato espulso dall’abitacolo e paracadutato a terra, atterrò in un campo vicino alla città di Engel’s, nell’Oblast’ di Saratov. Fu portato in trionfo e divenne l’eroe nazionale dell’Unione Sovietica, che con questo volo assestò uno schiaffo morale tremendo agli Stati Uniti nella corsa allo spazio.

Il busto di Jurij Gagarin. Foto: ivor Hreljanović

Lo zampino di un fiumano
A 59 anni da quella storica impresa, Fiume ha reso omaggio al cosmonauta sovietico scoprendo il suo busto nel Centro astronomico di Santa Croce. Alla cerimonia erano presenti l’ambasciatore della Federazione russa in Croazia, Anvar Azimov, Anatolij Pavlovič Artsebarskij, cosmonauta russo che ha preso parte a due missioni spaziali e il vicesindaco Marko Filipović, oltre agli alunni della scuola elementare Gornja Vežica.
“Ci tengo a sottolineare che una piccola parte di quell’impresa è merito di un fiumano, Roberto Bartini, che diede un importante contributo al team d’ingegneri che portò Gagarin in orbita. Non a caso, la città di Žukovskij, vicino a Mosca, gli ha dedicato un busto, esattamente come abbiamo fatto noi ora con Gagarin, il primo uomo ad aver toccato le stelle”, ha ricordato Marko Filipović, citando poi la celebre frase del motivatore statunitense Les Brown, “Mira alla Luna. Male che andrà, ti ritroverai tra le stelle”.
L’ultimo eroe dell’ex URSS
Anatolij Pavlovič Artsebarskij, considerato l’ultimo cosmonauta dell’ex Unione Sovietica, ha invece brevemente ripercorso la sua storia che lo ha portato nello spazio.
“Quando avevo quattro anni – racconta –, mio padre mi portò in giardino e mi disse di guardare le stelle perché lì c’era Gagarin. Dal quel momento ho voluto diventare un astronauta e con tantissimo impegno alla fine ci sono riuscito. Questa medaglia che porto al petto mi è stata consegnata da Mikhail Gorbaciov dicendomi che Gagarin fu il primo eroe dell’URSS e io l’ultimo”.
L’ambasciatore Anvar Azimov, ricollegandosi alle parole del vicesindaco, ha infine promesso che in futuro Fiume avrà anche il busto di Roberto Bartini.
La cerimonia rientra nelle celebrazioni della Giornata internazionale dei planetari (8 marzo), nell’ambito della quale i responsabili del Centro hanno preparato per oggi un ricco programma d’intrattenimento destinato soprattutto ai bambini, sia al mattino che in serata. Tra questi, spicca l’incontro con Artsebarskij previsto dalle 10 alle 10.30.

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