Una vita al servizio dell’arte e della ricerca

Presentato al Museo di Storia e marineria del Litorale croato il libro «Radmila Matejčić» della storica dell’arte Daina Glavočić

Daina Glavočić. Foto: Ivor Hreljanović

È stato presentato al Museo di Storia e marineria del Litorale croato, alla presenza di un folto pubblico, il libro “Radmila Matejčić” della storica dell’arte Daina Glavočić.
Il volume, che rientra nella collana “Gli storici dell’arte”, dell’Associazione degli Storici dell’arte, intende presentare in maniera documentata l’operato dei più significativi professionisti in materia locali che hanno contribuito alla (ri)scoperta e alla valorizzazione del patrimonio artistico, architettonico e archeologico cittadino e regionale.
Sull’ultimo lavoro di Daina Glavočić sono intervenuti Denis Nepokoj, Ivana Golob Mihić, Berislav Valušek e Julija Lozzi Barković.
Il volume dedicato a Radmila Matejčić, storica dell’arte, archeologa, pedagoga, nonché critico, si rivolge in modo particolare agli studenti e cittadini delle nuove generazioni onde dar loro notizia dell’operato poliedrico e straordinario di questa studiosa, personaggio di importanza capitale per l’arte e la cultura di Fiume, fa notare l’autrice nella prefazione.
Sul territorio in prima persona
“Dopo la laurea in storia dell’arte classica e archeologia a Zagabria, Radmila Matejčić iniziò il suo operato a Fiume, scrivendo critiche, articoli, promuovendo l’arte tra gli artisti accademici come pure a livello amatoriale; e ciò nel campo della pittura, della grafica e della scultura – spiega Daina Glavočić. Fu attiva come archeologa indagando il Vallo alpino, il che significava andare sul territorio con tutti i tempi, scoprire i siti giusti, scavare; dunque, un lavoro di ricerca che presupponeva una fatica anche fisica.
Diede inizio all’archeologia subacquea, disciplina inesistente a Fiume, fino ad allora, facendo emergere tutta una serie di anfore e oggetti dell’antichità oggi esposti al Museo di Storia e marineria. Studiò il territorio intorno a Vinodol, riuscendo a stabilire l’arrivo delle tribù slave nella zona, arrivo che risale non al VII secolo, come comunemente si riteneva, ma all’VIII secolo”, ricorda ancora Glavočić.
La scoperta di Mirine
Nelle vicinanze di Castelmuschio la dott.ssa Matejčić scoprì il sito archeologico di Mirine, che consiste in un abitato e in un’antica chiesa. Si dedicò ancora al periodo barocco in zona, riportando alla luce monumenti e siti che fino ad allora erano del tutto sconosciuti.
Come noto, Radmila Matejčić è autrice di “Come leggere la città”, autentica Bibbia dell’architettura cittadina. Il libro è scritto in maniera semplice, coinvolgente, ed è ricchissimo di notizie, tanto da essere adatto anche ad un pubblico più vasto, oltre che agli specialisti in materia.
“Nel libro ho voluto dare molto spazio alle fotografie, che di per sé raccontano già tanto”, sottolinea la storica dell’arte fiumana. E gli scatti sono davvero parecchi. Di fatto, un racconto di vita per immagini, che inizia con la classica foto da bambina ritratta assieme ai genitori, quindi la bella studentessa, il matrimonio, Radmila mamma, Radmila studiosa, critico, archeologa, assieme agli studenti e ai colleghi e via dicendo.
Il libro conta circa ottanta pagine ed è stato pubblicato con il contributo della Regione litoraneo-montana e della Città di Fiume. Oltre alla prefazione, il volumetto contiene i riassunti in inglese e in italiano.

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