Il fascino nascosto di Calle dei pipistrelli

Lo storico vicolo conserva un passato piuttosto vivace

Calle dei pipistrelli

Il nucleo storico di Fiume, e non solo, è una miniera di sorprese e per trovarle bisogna guardarsi intorno, infilarsi nelle sue viuzze, abbandonarsi alla curiosità e lasciarsi vincere dal fascino della città, per un’avventura della mente e della memoria. La Storia a volte si nasconde nelle pieghe del tempo e spesso, nel capoluogo quarnerino come in altri luoghi, la si incontra proprio nelle strade anguste, nelle vie senza uscita, nei vicoli a volte bui, ma spesso sorprendenti. Tra tutti ve n’è uno, certamente il più corto (22 metri), il più stretto e anche, forse, il più suggestivo, sito in pieno centro, a ridosso della Torre civica e di Piazza Kobler (Piazza delle Erbe) che, apparentemente, sembra essere dedicato alle nottole. È la via Šišmiš (Calle dei pipistrelli), in precedenza Vicolo dei Frutti (chiamato così in base all’allora mercato adiacente, nella piazza di cui sopra) e rinominato Calle dei Pipistrelli il 22 aprile 1909, durante una riunione del Consiglio cittadino, che unisce Piazza Kobler con Piazza del Pipistrello e che si presenta, a chi c’incappa, proprio come s’immagina essere il rifugio di questi affascinanti mammiferi notturni, nascosto, silenzioso, enigmatico. Ma che cosa cela il suo nome?

Piazza del pipistrello
Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

Peretti e i suoi cospiratori

La via non è uno zootoponimo. La sua denominazione ha origine negli anni sessanta del XIX secolo, un periodo tumultuoso della Monarchia asburgica (Corpus separatum e Sušak), ossia dell’Impero austro-ungarico, noto per il famoso Compromesso ungaro-croato (1868) e per il cosiddetto Straccetto fiumano. Nel mezzo delle lotte politiche per il potere, all’interno dell’amministrazione cittadina, che optò per gli ungheresi, avvenne una grande spaccatura. La corrente maggioritaria era formata dal Partito democratico ungherese, che sosteneva il neoeletto commissario amministratore della città e del distretto di Fiume e dell’intero comitato fiumano, Edoardo de Cseh de Szént Kàtolna, nei suoi sforzi di congiungere il capoluogo quarnerino a Pest e mirava al suo diretto collegamento con l’Ungheria, senza intaccarne l’autonomia, il diritto e i privilegi. Il leader di questi “sanculotti” liberali, era il commerciante fiumano Gaspare Matcovich. Dall’altra parte, in opposizione a essi, vi era uno schieramento politico minoritario, che fondamentalmente rincorreva gli stessi obiettivi del “partito Matcovich”, ma in più voleva anche il privilegio del governo municipale universale gestito a proprio piacimento. A capo dello stesso c’era il dottor Luigi Peretti, candidato al Parlamento ungherese. Dato che s’incontravano sempre nel vicolo di cui sopra, cospirativamente, in ore serali tardissime, gli avversari li chiamavano beffardamente “I pipistrelli”, ovvero “Il partito dei pipistrelli”.

Il pipistrello custode del vicolo

Gli «scamiciati»

La storia viene riportata anche negli scritti del fiumano Luciano Ortali, nei quali aggiunge anche che “la Calla dei Pipistrelli era stata battezzata così dall’esistenza di tre pipistrelli in rilievo scolpiti sulla facciata della casa prospiciente (n.9) di Piazza Kobler o Piazza delle Erbe. Si racconta che ‘Pipistrelli’, perché tenevano le loro adunanze notte tempo, vennero chiamati i partigiani del patriota Luigi Peretti, candidato al Parlamento ungherese nel 1867, mentre ‘scamiciati’ si denominavano quelli del suo competitore. Dei ‘pipistrelli’ fece parte pure colui cui apparteneva la casa ornata dai tre pipistrelli. Il vecchio cav, Marziale Malle, uno dei pipistrelli, per lunghi anni batteva nella sua villa (a Pećine) un bandierone fregiato da un pipistrello. Margerita Leban aveva un negozio di frutta, Martino Maurovich aveva un negozio di scarpe, Umberto Scala aveva un’osteria, come pure la vedova Maria Turk. Ora, secondo questa calle, potremo arrivare, passando per la calle dei Zanchi, in Piazza Santa Barbara, oppure in Piazza delle Erbe”.

La viuzza fiumana più corta e stretta

Una bella passeggiata, quella rievocata dall’autore, che trasmette con chiarezza la vivacità dell’epoca, le atmosfere, i colori e i sapori concentrati nello stretto vicolo fiumano che trattiene più di altri, complice il pipistrello del rilievo fissato sulla parete, le storie riservate della città. Novelle piccole, ma testimonianti l’inconfondibile spirito fiumano, libero e ribelle. Oggi, l’intrigante Calle dei pipistrelli, dall’altra parte, si apre nell’omonima generosa piazza che, adibita a caffè cittadino e palcoscenico all’aperto, ne raccoglie di nuove. Questa volta sempre alla luce del sole, o quasi.

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