Galeb e Benčić: basta con i debiti

Il Comitato per la cultura ha bocciato la proposta per un ulteriore prestito di 44 milioni di kune. L’ultima parola spetta al Consiglio cittadino che si riunirà giovedì prossimo

La plancia della Galeb. Foto Zeljko Jerneic

Un totale di 114 milioni di kune. A tanto ammonta la spesa preventivata, e solamente per il triennio 2019-2021, del progetto di ricostruzione del complesso Benčić e della Galeb, ex yacht di Tito, i due simboli del progetto Fiume CEC 2020. Peccato però che quei 114 milioni, dei quali 55 stanziati attraverso i fondi europei, non siano sufficienti per portare a termine i lavori, tant’è che nel corso dell’ultimo Collegio del sindaco era stata annunciata l’accensione di un mutuo di 44 milioni. “Durante la complessa procedura di stanziamento dei fondi europei per il loro finanziamento, la situazione sul mercato edilizio è sensibilmente mutata, il che ha avuto come conseguenza un generale incremento delle spese rispetto a quanto inizialmente stimato”, aveva poi dichiarato il sindaco Vojko Obersnel nel tentativo di giustificare l’ennesimo indebitamento. Il “D-Day”, dal quale a questo punto dipende anche l’effettiva realizzazione delle due maxi opere (senza contare che il restauro della Galeb è ancora in alto mare), sarà giovedì 11 luglio quando tornerà a riunirsi il Consiglio cittadino per votare la nuova proposta d’indebitamento. Una seduta che si preannuncia infuocata, anche alla luce del buco di quasi 300 milioni di kune che già grava sulle casse cittadine. Prima di arrivare sul tavolo dei consiglieri, la proposta è stata discussa ieri nel corso della seduta del Comitato per la cultura, che ha dato parere negativo per il nuovo prestito, ma l’ultima parola spetta comunque al Consiglio cittadino che se ne occuperà giovedì prossimo.

Ulteriori spese in futuro?

Operai al lavoro nel complesso Benčić. Foto Goran Kovacic/PIXSELL

“Purtroppo la nuova situazione venutasi a creare all’interno del mercato edilizio ha inevitabilmente avuto delle ripercussioni sui costi che sono aumentati – ha spiegato il capodipartimento per la cultura Ivan Šarar –. Oltre a ciò, nel caso del Benčić si sono aggiunti alcuni ulteriori piccoli interventi, mentre per quanto riguarda la Galeb siamo costretti a fare i conti con il degrado della nave, che di conseguenza aumenta la spesa per il suo restauro. Vero è che il nuovo prestito graverà sulle tasche dei cittadini, ma non abbiamo altra scelta perché in caso contrario l’unica alternativa possibile sarebbe quella di rinunciare all’intero progetto e quindi restituire tutti i finanziamenti finora concessi dai fondi europei. Se in futuro ci saranno ulteriori spese? Mi auguro di no, ma non posso escluderlo”.

A breve l’apertura delle buste

Spazio quindi all’intricata vicenda della Galeb. Dopo che il primo bando di concorso si era rivelato un buco nell’acqua dal momento che l’importo dell’unica offerta pervenuta, ossia quella del cantiere Viktor Lenac, era il doppio rispetto alla stime della Città, lo scorso mese è stato indetto un secondo bando le cui buste verranno aperte il prossimo 23 luglio.
“Se le cose andranno come tutti auspichiamo, quindi senza ricorsi o altri intoppi, i lavori prenderanno il via a settembre e avranno una scadenza di 14 mesi, ciò significa che la Galeb sarà pronta a novembre, o al più tardi a dicembre del prossimo anno”, ha concluso Šarar.

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