«Dare una possibilità anche ai volti nuovi»

A colloquio con Iva Rinčić, candidato indipendente alla presidenza della Regione litoraneo-montana

Iva Rinčić, candidato indipendente alla presidenza della Regione litoraneo-montana – che gode del sostegno della lista “Da štima PGŽ”, affiliata alla lista “Da štima grad” –, non arriva dal mondo della politica, bensì da quello dell’istruzione. Al momento lavora come professoressa associata presso la Facoltà degli Studi sanitari e quella di Medicina, dove insegna etica medica e bioetica, nonché sociologia della salute. Da 8 anni ricopre il ruolo di direttrice della Fondazione dell’Università di Fiume, ovvero della più vecchia fondazione di questo genere in Croazia. Nata a Fiume, ha poi proseguito gli studi superiori a Zagabria, dove ha conseguito il dottorato in etica e bioetica. Non è mai stata attiva politicamente, ma ha preso parte al coordinamento regionale dei volontari durante le elezioni di alcuni anni fa, dove ha potuto conoscere da vicino il lavoro della Regione. Ora, invece, è in corsa per un incarico del tutto diverso.

 

Come mai, non avendo un background politico, ha deciso di candidarsi a una carica così alta e impegnativa?
“L’intenzione era nata in seno all’associazione ‘Građani prije svega’ (I cittadini innanzitutto), alla quale avevo aderito per partecipare in maniera attiva alla creazione di un programma tramite il Consiglio per la politica della Città di Fiume. Poi, alcuni mesi fa, si è iniziato a riflettere a livello regionale, proponendo una campagna coordinata, che vede la candidatura di un potenziale sindaco e di un possibile presidente della Regione. Visto che si discuteva sul fatto che sarebbe stato molto importante avere un candidato donna, mi hanno convinto a buttarmi in quest’avventura. Ho ricevuto il supporto di una grande cerchia di persone, il cui scopo non è promuovere sé stesse in quanto non ne hanno bisogno, ma sono spinte dal desiderio di rendere migliore la vita in questa città e in questa Regione, avanzando idee e progetti”.

Quali sono i vostri obiettivi principali?
“Abbiamo vari progetti e obiettivi che vorremmo venissero realizzati assieme alla Città. Abbiamo cercato di individuare alcuni esempi di cattiva gestione che sono quasi allarmanti, legati alla demografia, all’economia, alla mancata collaborazione tra le due istituzioni a vari livelli. Ci sono quattro obiettivi principali. Il primo punta al ringiovanimento della città. Ciò non vuol dire soltanto spronare la natalità, bensì rinvigorire in primis le persone anziane offrendo loro una migliore qualità di vita. Dobbiamo ridare vita anche agli edifici, offrire nuovi contenuti ricreativi. Come secondo, vogliamo rinverdire la Città e la Regione, aumentando le aree verdi e i sentieri, produrre in chiave ecologica e piazzare i prodotti sul mercato, offrire dei mercatini mobili con tali prodotti, introdurre l’industria e la tecnologia verde, che provocano meno danni all’ambiente. Non dobbiamo dimenticare il problema della selvaggina alloctona e della gestione dei rifiuti. Per quanto riguarda quest’ultima, dovremmo prendere esempio dall’isola di Veglia. Dobbiamo pensare anche ai problemi del collegamento, come ad esempio di quello aereo che non è soltanto di competenza della Regione o della Città. Una soluzione deve arrivare dall’agire sinergico tra il sindaco e il presidente della Regione, i quali devono affrontare la questione prendendo ad esempio spunto da Pola e Zara, che ci superano sensibilmente. Infatti, noi abbiamo un aeroporto, ma non abbiamo un collegamento giornaliero da cui partire per una destinazione mondiale. Ad esempio, abbiamo tantissimi marittimi che vivono a Fiume e che viaggiano nel corso dell’anno, ma che per arrivare a casa devono fare scalo in altri aeroporti. Non dobbiamo dimenticare i collegamenti stradale, marittimo e ferroviario, che andrebbero anch’essi gestiti in sinergia tra le due istituzioni. Nel campo del sociale, poi, assistiamo a una marginalizzazione della popolazione anziana con la quale spesso si flirta in modo scorretto quando si avvicinano le elezioni, mentre per il resto dell’anno vivono in condizioni a dir poco precarie. Per le Case di riposo pubbliche la lista d’attesa è lunghissima, mentre nel caso di strutture private, i costi sono alle stelle. Esiste tutta una serie di problemi che andrebbero risolti a vari livelli. Infine, c’è la disoccupazione, che colpisce per lo più i giovani e le donne e che porta a un basso tasso di natalità. Non esiste miglior politica demografica di quella in grado di offrire posti di lavoro. Questi sono i nostri obiettivi principali, assieme all’intento di collegarci con le varie unità d’autogoverno locale e con le liste indipendenti. Noi stessi siamo una lista indipendente e penso che non sia importante l’appartenenza a un dato partito, bensì i progetti che vengono proposti e che portano a uno standard di vita migliore di quello attuale. Non dobbiamo guardare gli interessi dei singoli, ma avere una visione più ampia”.

Ha parlato di nuovi posti di lavoro. Come e quando pensa di aprirli?
“Abbiamo in piano circa 200 progetti grazie ai quali già nel corso del primo mandato, nei primi quattro anni di gestione, potrebbero venir aperti dagli 8 ai 15mila posti di lavoro. Nel prossimo, l’offerta di nuove occupazioni potrebbe salire a quota 20mila, portandoci così alla situazione di inizio anni ’90. Questo è uno dei nostri obiettivi a lungo termine. Va detto, però, che il quadro attuale è il risultato del lavoro dei nostri predecessori ed è difficile pensare che in un solo mandato potremmo riuscire a realizzare il tutto. Ora dobbiamo fermare questo trend negativo e in seguito migliorarlo. Nel corso dei primi quattro anni potrebbero venir aperti quindi 8mila nuovi posti di lavoro; 4 a livello cittadino e 4 a livello regionale. Spesso ci sentiamo dire che un mandato non basti e che due siano l’ideale, in quanto con il terzo uno si autoconvince che la sua presenza sia indispendabile. Per il momento ci stiamo concentrando sulle attuali elezioni, speriamo di vincerle e di dare il via alla realizzazione dei nostri progetti”.

Nei mandati precedenti è stato investito tanto nelle scuole e nella sanità. Pensate di proseguire sullo stesso percorso?
“Quando si parla di scuole mi preoccupa più il fatto che i nostri maturandi ottengano scarsi risultati in varie competizioni, in particolar modo per quanto riguarda il settore STEM. Immagino che questo abbia a che fare anche con la pandemia. Molte scuole, inoltre, non sono equipaggiate in modo adeguato. Per quanto riguarda la sanità, tanti progetti sono già in corso. Abbiamo intenzione di offrire dei supporti sanitari mobili per chi ne avrà bisogno o di aprire delle filiali nelle isole o nel Gorski kotar, per risolvere parte dei problemi. La Regione non ha grattacapi finanziari come ad esempio la Città, però manca la visione su dove vogliamo arrivare nel prossimo ventennio”.

Qual è, a suo avviso, lei il problema più pregnante in Regione?
“Spesso si parla del Centro per la gestione dei rifiuti di Marišćina, un tema caldissimo. Penso che dobbiamo avere un approccio completamente diverso per quanto riguarda la gestione, prendendo esempio come già detto dall’isola di Veglia. C’è tutta una serie di cose da fare prima, come lo smistamento dei rifiuti o assicurare la presenza di compostiere. Dobbiamo educare le persone affinché cambino il loro modo di gestire i rifiuti”.

Progetti per il Gorski kotar?
“Penso che nel Gorski kotar non siano stati fatti grandi investimenti a favore della popolazione, come spesso si cerca di far credere, in particolar modo in vista delle elezioni. Se vogliamo sviluppare questa zona a favore del turismo, c’è ancora tanto da fare. Anche per fermare lo spopolamento di queste aree, per far sì che la gente non se ne vada in cerca di miglior vita. Abbiamo un’ottima collaborazione con alcune unità d’autogoverno locale, che hanno delle idee molto valide anche dal punto di vista imprenditoriale con le quali far rimanere i giovani nel Gorski kotar”.

Per concludere, per quale motivo i cittadini dovrebbero votarla?
“Sono dell’avviso che ogni cambiamento sia ben visto. Siamo dei volti nuovi ai quali andrebbe dimostrata fiducia e data una chance. Non bisogna a priori pensare che un qualcosa di nuovo sia meno valido. Non siamo tutti uguali, e mi rendo conto che le persone sono ormai deluse dalla politica. Invito, innanzitutto, gli elettori a presentarsi ai seggi, indipendentemente da chi voteranno. E poi, se la loro scelta dovesse deluderli, potranno sempre rimediare al prossimo appuntamento con le urne”.

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