Calafati. Se ne va l’antico borgo

L’amministrazione cittadina procederà a breve con la demolizione dell’ultima vecchia casa rimasta in uno dei sobborghi storici di Fiume

Brajda

Pezzi di storia che spariscono per sempre. A Fiume ne siamo spesso testimoni, senza poter far nulla per cambiare le cose. E così, per un rione che sta nascendo – in seno all’ex complesso Benčić –, un altro se ne sta andando. Il riferimento è all’annunciata demolizione dell’ultima vecchia casa rimasta ancora intatta (dopo i precedenti smantellamenti delle altre) in zona Calafati, nel rione di Braida.

Zona Calafati cambierà fisionomia

L’edificio in via Primo maggio, contrassegnato dal civico numero 4, da tempo abbandonato e in pessime condizioni, si presenta oggi come l’ultimo baluardo di uno degli antichi sobborghi sorti fuori dalle mura cittadine, abitato nella storia dai maestri calafati – operai specializzati che facevano parte delle maestranze impiegate nelle costruzioni navali e nelle manutenzioni nautiche – e dalle loro famiglie, mestiere al giorno d’oggi praticamente scomparso o in via d’estinzione. Il Calafati, vicinissimo al porto, si presentava una volta come un quartiere ideale per la presenza di figure specializzate in calafataggio dei velieri. Era composto da un complesso di case, posizionate a forma di mezzaluna, al cui pianterreno c’erano le officine e ai piani di sopra gli alloggi abitativi. Situato nelle immediate vicinanze del Palazzo dello Zuccherificio, il complesso abitativo era noto ufficialmente, dapprima come quello di via della Risorta, per poi cambiare nome nel 1910 in Androna dei Calafati. Di seguito, nel 1916, diviene Vicolo dei Calafati e dal 1945 soltanto Kalafati con la dicitura croata. Nel 1996, a causa del degrado avvenuto nel tempo, iniziano le prime demolizioni e vengono abbattute le case maggiormente pericolanti. L’unico edificio ancora rimasto versa da anni in condizioni pietose e prima che l’amministrazione cittadina ne sbarrasse porte e finestre, in passato era stato spesso usato come rifugio abusivo dei senzatetto. Ben presto era stato dichiarato anche ufficialmente pericoloso per l’incolumità dei passanti e come tale introdotto nella lista degli edifici da demolire. Successivi intoppi burocratici avevano rimandato lo smantellamento. Ora che la pratica è stata risolta, la Città ha indetto una gara pubblica volta alla demolizione della casa con conseguente livellamento del lotto. L’intervento costerà sulle 120mila kune.
Secondo un precedente piano, in zona Calafati al posto delle vecchie case sarebbe dovuto sorgere un complesso residenziale e d’affari con tanto di autorimessa sotterranea, ma il progetto non è andato in porto per mancanza d’interesse da parte di potenziali investitori privati. Dopo questa prima ipotesi, non ce ne sono state altre di particolar conto che potessero far rivivere questo vecchio quartiere di Fiume. Un certo interesse è stato dimostrato dal Comitato di quartiere Brajda-Dolac, che prevedeva di trasformare l’area in un’oasi verde. Il tutto è stato rimandato, però, a tempi migliori.

Anni ‘20, Vicolo dei Calafati

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