Premi a Stevo Vujić e a Salvator Žitko

Capodistria. Assegnati i riconoscimenti comunali 2020

Stevo Vujić con la figlia Katja e la moglie Simona

Recentemente sono stati assegnati i Premi comunali per il 2020 destinando il massimo riconoscimento, il “15 maggio” a Stevo Vujić, presidente dell’Associazione “Tomos” e uno dei promotori del museo della leggendaria fabbrica motori. La motivazione del premio sottolinea il suo contributo alla salvaguardia del patrimonio tecnico e culturale istriano. “Non ho mai pensato al fatto di poter venir premiato con un riconoscimento cosi prestigioso. Ho sempre lavorato con la visione, che un giorno il mio progetto con la “Tomos” venisse impostato in maniera seria, con il sostegno del Comune”. Supportato dalla moglie Simona Špeh e dalla figlia Katja con le quali ha condiviso questa passione, Vujić ha raccolto vario materiale inerente la “Tomos” e in un decennio ha dato vita a una collezione, che su iniziativa del Comune di Capodistria, ha preso corpo e forma anche con la competenza dei curatori museali Vesna Pajič e Uroš Hribar, i quali uniti a Vujić hanno allestito la mostra antologica suddivisa in sei sezioni in esposizione fino al 10 maggio nell’ex magazzino del sale Libertas di Capodistria.

 

 

“Ritengo che il premio sia arrivato per tutti questi 10 anni di impegno in tutto ciò che faccio: nel progetto Tomos, nella cultura, nella musica, nel mio rapporto con il Comune e con la gente. Vuol dire che il mio lavoro non è passato inosservato, per cui ringrazio, ne sono onorato e orgoglioso” ha commentato Vujić continuando “Il premio “15 maggio” è il più ambito per un capodistriano, quindi vuol dire, che ho fatto qualcosa di utile per la comunità e la mia città. È un premio che non ha nulla a che vedere con la politica, poiché la Tomos è un etichetta per Capodistria, un marchio di riconoscimento, è la storia di tutti, senza escludere nessuno. È importante ricordarla non come il simbolo di un periodo storico o di un sistema politico, ma delle persone che ci hanno creduto”. La mostra sta riscuotendo un grande successo per cui, stando alle parole di Vujić, il Comune intende realizzare in un prossimo futuro un’esposizione permanente, che ricorderà il lustro che la mitica fabbrica ha dato a Capodistria, l’impronta che ha lasciato nella vita dei suoi cittadini.

Il prof. Žitko durante una presentazione a Capodistria

Tra gli altri riconoscimenti assegnati dal Comune quest’anno, due con “Targa grande” che vanno a Nadja Čebron, per il suo impegno nella promozione della letteratura istriana e al Moto club “Kondor” per l’attività umanitaria e di prevenzione svolta dai suoi membri.

 

Al professor Salvator Žitko, storico e profondo conoscitore di Capodistria, è stato conferito, invece, il titolo di Cittadino onorario con la seguente motivazione:

“Grazie alla sua vasta conoscenza culturale, si è dimostrato per tutta la vita un eminente umanista che, oltre all’eccellenza professionale, vuole ed è capace di comunicare i risultati scientifici al grande pubblico. “È stata una vera sorpresa“ ha commentato Zitko. “Ho saputo di esser stato proposto dalla Società umanistica “Histria” con la quale collaboro da diversi anni a progetti comuni. Conoscono bene il mio attaccamento a quella che considero la mia città, anche se non vi abito più da diversi anni. Mi ci sono trasferito a 14 anni, vi sono cresciuto, maturato intellettualmente e conclusi gli studi universitari ci sono tornato, trovando lavoro e ho avviato le mie ricerche. Capodistria è la mia città del perpetuo ritorno, dove ho tanti amici e quanto mi serve per il mio lavoro: la biblioteca, il museo, l’archivio“.

 

Legato indissolubilmente alla cittadina, Žitko reputa il riconoscimento un prezioso regalo, che lo colloca di diritto accanto a importanti personaggi costruttori della storia e dello sviluppo della città nel settore economico, socio-culturale, dell’istruzione e dello sport. “La nomina indica la volontà di rimettere in auge e ridare importanza a un settore trascurato ultimamente, ossia la cultura e il patrimonio storico” ha aggiunto l’eminente storico annunciando per l’autunno l’uscita di un importante lavoro nuovamente dedicato al capoluogo istriano e realizzato in seno alla Società umanistica “Histria”. Si tratta della traduzione arricchita del commento di un manoscritto, in francese, rinvenuto nell’Archivio Statale di Trieste e firmato da Agostino Carli Rubbi, figlio di Gian Rinaldo Carli. Il documento porta il titolo “Curiositeé de Capodistria” e si tratta di un unicum, l’interpretazione di una fonte dedicata alla città e al suo pensiero nel periodo dalla fine della Repubblica di Venezia agli inizi del XIX secolo. Un ulteriore volume che porterà una panoramica su quella che è stata Capodistria e l’autore auspica possa incontrare l’interesse di una cerchia di lettori quanto più ampia.

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