Pietro Coppo. Innovazione e didattica a braccetto a scuola

Maurizio Škerlič

Uno dei recenti progetti degli alunni del ramo informatico della Scuola media “Pietro Coppo” di Isola è nuovamente apparso sulle pagine dell’importante rivista italiana di progettazione elettronica applicata e tecnologia “Elettronica In”. Il noto mensile già nel 2019 aveva dedicato ampio spazio alla presentazione della console retro game “Coppobuino”, creata dagli studenti e dal loro mentore e insegnante, Maurizio Škerlič. Questa volta è stato pubblicato un articolo di 12 pagine, firmato dallo stesso Škerlič, nel quale viene presentato nel dettaglio il dispositivo “PowerPi”. Si tratta di un gruppo di continuità, ossia di un’apparecchiatura elettrica utilizzata per ovviare a cali di tensione e blackout, cui funzione può essere grossomodo paragonata a quella dei largamente diffusi powerbank. Anch’esso può essere impiegato per caricare telefoni e tablet, ma rispetto ai classici powerbank, l’energia che sprigiona è maggiore grazie alla pila industriale al litio contenuta. “PowerPi” non si potrebbe definire una novità. Come precisa Škerlič, i suoi alunni non inventano cose nuove, ma puntano sempre a migliorare e potenziare ciò che già esiste. Alimentatori simili, difatti, sono già usati, ma il prodotto da loro ideato ha dei vantaggi rispetto a quelli già presenti sul mercato, ossia le dimensioni ridotte (non è più grande di una carta di credito) e il suo prezzo accessibile. Gli editori sono rimasti tanto entusiasti dal dispositivo da metterlo addirittura in produzione. “Ai redattori e ai lettori piacciono progetti di questo tipo. Attraverso gli articoli didattici che trattano di cose diciamo crude, i lettori hanno modo di conoscere il procedimento e i trucchi dietro al prodotto finale” ha detto Škerlič, che ci ha confidato che nei prossimi numeri figurerà il loro nuovo progetto “MirrorCoppo”, che è uno specchio intelligente. Purtroppo l’emergenza sanitaria e la chiusura delle scuole li hanno costretti a mettere da parte i progetti in corso, ma non appena gli studenti torneranno tra i banchi di scuola si impegneranno a concludere due lavori iniziati prima del lockdown: un’aula completamente automatizzata, che permetterà di gestire il funzionamento di diversi impianti con dei semplici comandi vocali e una mascherina protettiva in gomma dotata di un un’apertura che si chiuderà in maniera automatica, non appena con dei sensori verrà rilevato che qualcuno si sta avvicinando alla persona che la indossa.

L’articolo pubblicato sulla rivista Elettronica In

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