UI. Modifiche allo Statuto La Ferrari per vincere?

Foto Goran Žiković

Non è (tanto) una questione di norme, ma di atteggiamento, afferma Moreno Vrancich. Secondo il consigliere fiumano, la riforma strutturale e istituzionale dell’Unione Italiana sarebbe in pratica una fatica inutile, “perché nessun regolamento – parere espresso l’altra sera a Umago, quando l’Assemblea è tornata a discutere di revisione dello Statuto – è in grado di assicurare il buon funzionamento” di una cosa, nel concreto dell’associazione unitaria degli italiani di Croazia e Slovenia, se viene a mancare la responsabilità delle persone. “Non sono convinto che le cose miglioreranno modificando lo Statuto”, ha concluso Vrancich, andando controcorrente con gli sforzi che il presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana, Paolo Demarin, sta mettendo in campo per attuare il cambiamento.

«Legislatura» agli sgoccioli

Questo progetto è per Demarin un punto fermo, che rincorre fin dalla presentazione del suo programma, all’inizio di questo mandato. Il processo è stato avviato nel 2019, si sono avute consultazioni, dibattiti pubblici, riflessioni in sede di Assemblea, ma oggi il traguardo appare piuttosto lontano da raggiungere se non s’ingranerà la quinta, considerato che ormai manca davvero poco allo scadere di questa “legislatura” UI. Infatti, si andrà al voto a inizio estate 2022. Intanto, il presidente dell’Assemblea continua a tastare il polso dei consiglieri. “Noi possiamo salvare l’Unione Italiana – ha dichiarato il consigliere di Torre, Gaetano Benčić, parafrasando il grande filosofo tedesco Martin Heidegger (“Ormai solo un Dio ci può salvare”) –, che ha segmenti molto vitali e forze nuove”. Per Benčić, va fatta una capillare azione politica a Lubiana e Zagabria per arrivare ad avere un’associazione unica e transfrontaliera, più snella (riduzione del numero dei consiglieri e dei presidenti) e libera da pastoie; visioni condivise da Valmer Cusma (Pola) e Gianclaudio Pellizzer (Rovigno).
“È come avere una Ferrari e non riuscire a salire sul podio – ha commentato Pellizzer –. Se vogliamo vincere, dobbiamo avere coraggio e lungimiranza”, Per certi versi, siamo “in una situazione un po’ bolscevica”, ha aggiunto. Dunque, sì a un’Assemblea più contenuta, con 25 invece che 75 consiglieri (“le Comunità degli Italiani non devono temere che non saranno rappresentate”), un’unica circoscrizione elettorale, e soprattutto dei servizi amministrativi forti, competenti, di professionisti che saranno in grado di realizzare le decisioni assembleari. “Dobbiamo partire dal cambiamento di noi stessi e dal rispetto reciproco – ha aggiunto Flavio Cossetto (Fiume) –, superando il campanilismo”.

Le indicazioni ci sono

Demarin ha ascoltato. Lui, la sua visione, l’ha esposta a grandi linee e raccoglie diversi contenuti già emersi dal dibattito. Auspica un’UI moderna, migliore, all’avanguardia, democratica e pluralistica”. Serve un vero, nuovo, “contratto sociale” – spiega –, la verifica di quali finalità e impostazioni tracciate trent’anni dalla Costituente sono ancora attuali e quali invece da ripensare. A partire dalla definizione di chi sono i soci, come regolare i rapporti con le Comunità degli Italiani, quale forma giuridica dare all’associazione, quale modello “internazionale” adottare per renderla unica in Croazia e Slovenia… Le indicazioni trasmesse da singoli o gruppi di connazionali, dalle istituzioni della Comunità Nazionale Italiana, e ora anche quelle dei consiglieri UI – sebbene l’interesse sia stato finora piuttosto tiepido, a parte i “soliti” pochi che prendono la parola –, ci sono e molte coincidono, riflettendosi quasi a specchio nelle proposte, indicazioni e suggerimenti emersi dal dibattito pubblico.
Il passo successivo dovrebbe portare sul tavolo un documento coordinato, organico, di base. Certo, le divergenze non mancano, ma anche queste, pure quelle più sensibili, possono essere affinate. Se c’è la volontà di farlo. O, viceversa, stabilire – e dirlo chiaramente – di non voler cambiare nulla. Demarin prevede una riunione tematica dell’Assemblea, dedicata allo Statuto, che si terrà nel mese di ottobre.

S'informano i gentili lettori che tenuto conto delle disposizioni dell'articolo 94 della Legge sui media elettronici approvata dal Sabor croato (G.U./N.N. 111/21) viene temporaneamente sospesa la possibilità di commentare gli articoli pubblicati sul portale e sui profili sociali La Voce.hr.