L’edilizia agevolata mette nei guai l’ex ministro Kuščević

L'ex ministro dell'Amministrazione, Lovro Kuščević. Foto Davor Puklavec/PIXSELL

La Polizia bussa alle porte di Lovro Kuščević. L’ex ministro della Pubblica amministrazione, che lo scorso luglio ha rassegnato le dimissioni travolto da uno scandalo immobiliare, si è visto arrivare gli agenti in alcune delle sue proprietà sull’isola di Brazza (Brač). I funzionari dell’Ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata (USKOK), infatti, martedì mattina sono entrati in alcuni immobili che sono al centro dello scandalo e di cui Kuščević sarebbe entrato in possesso in modo illegale ai tempi in cui l’ex ministro occupava la poltrona di sindaco di Nerežišća sull’isola dalmata.

Le indagini si concentrano sull’edilizia agevolata 

In serata l’USKOK ha emesso un comunicato in cui ha spiegato che indaga Kuščević per quanto concerne la concessione degli appartamenti nell’ambito del POS, ossia del programma di edilizia agevolata.

Il POS a Nerežišća, sull’isola di Brazza, è stato avviato e realizzato all’epoca in cui l’ex ministro era sindaco di questa località. Il progetto, di cui Kuščević andava particolarmente fiero, ammontava a 5,5 milioni di kune (750mila euro) ed era gestito da Jerko Rošin, grande amico dell’ex premier Ivo Sanader, che sta attualmente sta scontando la pena nel carcere di Zagabria e che in autunno è atteso da altri due processi.

Nel 2010, infatti, al programma si sono notificate 40 famiglie, mentre il comune ne ha scelte 12 per l’acquisto di appartamenti a condizioni agevolate. Però, una chiave è stata assegnata all’attuale sindaco di Nerežišća e membro dell’HDZ, Svemir Obilinović. Nonostante lo scopo del Programma POS sia quello di offrire un tetto ai più bisognosi, Obilinović ha deciso di affittare l’appartamento ai turisti.

L’altro appartamento che ora viene setacciato dall’USKOK è quello assegnato al cognato di Kuščevićev, Ivica Žuvić, ossia il fratello di Zorana, la donna sposata dall’ex ministro. Ma questo non è tutto: Kuščević, oltre a ricoprire l’incarico di sindaco della piccola località sull’isola dalmata nel momento in cui venivano assegnati gli appartamenti, aveva firmato la garanzia bancaria a favore di Žuvić, il quale aveva acceso un mutuo di 27mila euro.

Il caso è stato commentato anche dal premier Andrej Plenković, il quale è stato però telegrafico: “Si tratta di indagini preliminari. Vedremo cosa  scaturirà  da tutto questo…”.

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