Turismo: «Ai confini severe misure epidemiologiche»

Il valico di confine croato-sloveno di Rupa, alle spalle di Fiume. Foto Goran Žiković

“Non è vero che ai confini si viaggia come prima della pandemia. L’ingresso in Croazia è sotto forte controllo epidemiologico”. Lo ha dichiarato Zoran Ničeno, il direttore dell’Amministrazione per i confini. “Tutti coloro che entrano nel nostro Paese vengono evidenziati in modo da poterli rintracciare in caso di bisogno. Inoltre, ai passeggeri viene spiegato in modo dettagliato a quali misure epidemiologiche devono attenersi”.
Ničeno ha ribadito che Croazia, Italia, Austria, Slovenia, Bosnia ed Erzegovina e Serbia hanno instaurato un coordinamento a livello di polizia e “ogni settimana ci ritroviamo in videoconferenza per concordare i metodi d’azione degli agenti in base alle misure epidemiologiche che vengono introdotte o allentate”. “Si tratta di un’iniziativa molto importante, perché ogni Paese ha le sue specificità e, quindi, ai confini bisogna sapere adattarsi”, ha sottolineato Ničeno, aggiungendo che a causa di queste misure ai confini “si prevedono lunghe code”.
Il ministro del Turismo Gari Cappelli, ha parlato stamattina, giovedì 14 maggio, negli studi del canale all news N1, dove ha precisato che prendendo in considerazione la situazione epidemiologica in Croazia “abbiamo potuto riaprire i confini, ma ponendo dei limiti”. Possono entrare nel Paese “coloro che hanno un valido motivo, a patto che le nostre istituzioni siano al corrente dei loro movimenti o conoscano il loro indirizzo di soggiorno”. Cappelli ha poi spiegato che un turista che arriverà, ad esempio, da Lubiana a Pola “dovrà percorrere un tratto ben definito, ossia potrà fermarsi in una determinata area di sosta o fare il pieno in una determinata stazione di servizio prima di giungere a destinazione”. Infine il ministro valuta che i ricavi del turismo quest’anno “saranno inferiori del 70% rispetto al 2019”, ma raggiungere il 30% “sarebbe un grande successo in questa situazione”.

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