Slovenia. Scuole chiuse, Janša: «Proteste irragionevoli»

Alunni e genitori davanti a una scuola elementare di Lubiana

Sono proseguite anche oggi le proteste di genitori e alunni insoddisfatti della prolungata chiusura delle scuole. Stando al nuovo decreto varato dal governo, oggi in sette Regioni statistiche è iniziata la seconda settimana di lavoro per asili e scuole (ma solo per gli alunni del primo triennio delle elementari), mentre in altre 5 le lezioni avvengono online con gli asili a disposizione solo in casi estremi. A livello nazionale invece la didattica a distanza proseguirà per gli allievi delle classi superiori delle elementari e per le medie. Nel Paese pertanto cresce il malcontento. Oltre a manifestazioni di protesta in due Regioni dove si è ritornati alla didattica a distanza, contestazioni e azioni che hanno visto i manifestanti deporre cartelle dinanzi alle scuole, si sono avute oggi in varie città del Paese: Capodistria, Trbovlje, Lubiana e Maribor. Per il premier Janez Janša le proteste di sabato scorso a Capodistria e Trbovlje, alle quali hanno partecipato circa mille tra alunni e genitori contrari alla reintroduzione delle lezioni a distanza dopo soli cinque giorni “dal vivo”, sono state “irragionevoli” e hanno messo in pericolo la salute dei più piccoli.
Stando agli ultimi dati del governo, oggi negli ospedali sono ricoverati 1.066 malati Covid mentre i nuovi infetti nelle ultime 24 ore sono stati 353 a fronte di 4.684 test eseguiti. I decessi causati dal coronavirus sono stati 19.

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