Scuole. Uno sciopero da fermare per scongiurare il caos

I sindacalisti all’arrivo nella sede del governo. Foto: Igor Kralj/PIXSELL

ZAGABRIA – Che lo sciopero a oltranza degli insegnanti abbia portato a una situazione potenzialmente esplosiva, difficile da gestire per tutti i protagonisti della vicenda, lo dimostra il fatto che i negoziati fra governo e Sindacati scolastici siano proseguiti anche ieri pomeriggio. Nonostante la giornata domenicale il premier Andrej Plenković, i ministri competenti e i sindacalisti sono tornati a sedersi attorno allo stesso tavolo per l’ennesimo tentativo di trovare una soluzione che permetta a tutti di uscire a testa alta da una situazione all’apparenza senza sbocchi. I negoziatori si sono ritrovati alle ore 15 e le consultazioni sono andate avanti fino alle 23. Il governo ha presentato ai Sindacati una nuova offerta. Proseguiranno oggi. I sindacalisti dopo le trattative di ieri sono apparsi ottimisti sulla possibilità di giungere a un accordo.

Il ministro della Scienza e dell’Istruzione, Blaženka Divjak. Foto: Igor Kralj/PIXSELL

Il ministro della Scienza e dell’Istruzione, Blaženka Divjak, ha dichiarato che viste le tante ore di lezione già perse sono necessarie soluzioni rapide e coraggiose, che permettano agli alunni di tornare quanto prima tra i banchi di scuola. Secondo il premier Andrej Plenković il contenzioso con i Sindacati poteva essere risolto anche senza lo sciopero. Il sindacalista Vilim Ribić, da parte sua, ha espresso la convinzione che il governo non cercherà di arrivare al divieto dell’agitazione per il tramite della magistratura, pur ammettendo che tutto è possibile in una situazione in cui – come ha rilevato – “le istituzioni giudiziarie si lasciano strumentalizzare dalla politica”. Il nodo di fondo resta quello dei coefficienti salariali degli insegnanti, di cui i Sindacati chiedono un aumento del 6,11 per cento. Secondo il ministro dell’Economia, Darko Horvat, prima di mettere mano ai coefficienti è necessaria un’analisi approfondita degli stessi, altrimenti si va soltanto a creare nuovi problemi. Una volta che la situazione sarà chiara, non vi sarà alcun problema a ritoccare i coefficienti, è stato il messaggio di Darko Horvat.
Quello che molti analisti temono in questo momento è che lo sciopero degli insegnanti sia soltanto la spia di un malessere sociale molto diffuso e che la situazione possa pertanto degenerare, creando un clima di caos e proteste continue. In quel caso rimettere ordine sarebbe molto difficile. Come dire, di fronte a un rischio di tal fatta, la mina vagante dell’agitazione degli insegnanti andrebbe disinnescata quanto prima.

Facebook Commenti