Sci a Natale. Le agenzie croate ci sperano

Una delle grandi domande di questo inverno è cosa ne sarà della stagione sciistica. In Europa in generale e nei singoli Stati in particolare, nessuno ha ancora una risposta a questa domanda, perché indipendentemente dalla severità delle misure attualmente in atto nei vari Paesi, nessuno è in grado di prevedere l’evolversi dell’epidemia.
La Cancelliera tedesca Angela Merkel sembra, però, avere le idee ben chiare. La Germania ha deciso di tenere tutto chiuso almeno fino al 10 gennaio, per via di quella che Merkel ha definito la più grande sfida dell’umanità dopo la Seconda guerra mondiale. Sulla stessa frequenza d’onda anche il premier italiano Giuseppe Conte, che ha chiesto una decisione a livello europeo per chiudere gli impianti di risalita.
Questo invito è stato colto con grande incredulità dai titolari delle agenzie turistiche della Croazia, che dopo una stagione estiva ridotta, rischiano ora di trovarsi privati di un’altra importantissima fonte di guadagno. Il presidente dell’Associazione delle agenzie turistiche croate, Tomislav Fain, ha spiegato come le agenzie e tutti i loro partner siano sotto shock per questa notizia arrivata dalla Germania. La speranza è quella di riuscire a realizzare almeno una parte della stagione, magari con una serie di misure speciali pensate apposta per lo sci alpino e per le situazioni che si vengono a creare nei comprensori sciistici.
“Ovviamente, avevamo ben presente che la gente avrebbe sciato molto meno rispetto agli anni scorsi, ma l’idea di chiudere tutti i comprensori d’Europa ci ha preso completamente alla sprovvista. Non sarà un problema soltanto per noi, ma anche per tutti i soggetti con i quali collaboriamo, dall’Italia all’Austria, con guai finanziari per albergatori, ristoranti e gestori degli impianti”, ha affermato Fain. “Va ricordato che gli alberghi sono aperti in tutta Europa. Il loro funzionamento non è stato proibito, anche perché gli ospiti sono nelle camere con la giusta distanza fra le persone. Ebbene, noi riteniamo che in queste circostanze lo sci sia un’attività che dovrebbe venir consentita”, ha concluso Fain.

Gli auspici della Slovenia

Nel frattempo in Slovenia i gestori degli impianti di risalita hanno deciso di non farsi cogliere impreparati, avviando tutti i lavori necessari per partire con la stagione sciistica. Se poi le misure anti-Covid dovessero essere tali da non permettere il regolare svolgimento delle attività, si rimarrà chiusi. Le basse temperature dei giorni scorsi, infatti, hanno permesso che le piste venissero ricoperte di neve artificiale e così il Krvavec e il Pohorje hanno deciso di procedere, accendendo i cannoni e avviando i gatti della neve.
Quando la questione è, però, stata posta all’attenzione del portavoce del governo, Jelko Kacin, questi ha tagliato corto, limitandosi a dire che al momento la Slovenia sta affrontando una chiusura molto forte e che non ci sono spazi di manovra per pensare all’apertura degli impianti di risalita.

Sarajevo «chiama» gli sciatori croati

Intanto, la Bosnia ed Erzegovina ha dato il via alla stagione sciistica sullo Jahorina, invitando soprattutto gli sciatori croati a scegliere le loro piste per la tradizionale settimana bianca. La neve della Bosnia ed Erzegovina già da qualche anno è sempre più “calpestata” dai cittadini croati.

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