Pola. Scoglio Olivi, venduta la draga

L’imbarcazione è stata acquistata a un prezzo di 794 milioni di kune si presume dalla società armatoriale Jan de Nul

Foto Dusko Marusic /PIXSELL

L’asta elettronica per la vendita dell’unità draga scavafondali (commessa 500) in allestimento al cantiere navale Scoglio Olivi di Pola è andata in porto. Esattamente allo scoccare della mezzanotte tra mercoledì e giovedì scorsi il dredger – il cui valore è stato stimato a un miliardo di kune – è stato venduto al prezzo di 794 milioni di kune. Il nome dell’acquirente al momento non è noto. Tuttavia, si presume che si possa trattare della società armatoriale Jan de Nul, la medesima che in origine aveva commissionato l’unità al Gruppo Uljanik. L’ipotesi si fonda sul presupposto che la società belga-lussemburghese abbia voluto evitare che le soluzioni tecnologiche presenti a bordo della draga scavafondali potessero finire in mano alla concorrenza.
A causa della crisi culminata con l’avvio della procedura fallimentare nei confronti dell’Uljanik, le maestranze del cantiere navale istriano non erano riuscite a completare la costruzione del dredger nei tempi concordati con il committente. Di conseguenza, la Repubblica di Croazia ha dovuto sobbarcarsi l’onere di risarcire ai creditori circa 900 milioni di kune, in virtù delle garanzie statali concessi allo Scogli Olivi.
Nel contempo, la curatrice fallimentare dell’Uljanik proizvodnje opreme in via di fallimento S.p.A., Milena Veljović, ha avviato la procedura tesa a ottenere il risarcimento di 15,1 milioni di kune dovuti dal cantiere navale 3. maj di Fiume alla società polese. Nel rapporto che Milena Veljović ha preparato in vista del collegio dei creditori in calendario il 29 ottobre, si rileva che si tratta di una situazione delicata. “Il 3. maj ha avviato l’attività e la richiesta di risarcimento potrebbe vanificare il tentativo di riprendere la produzione”, si legge nel resoconto. Nel documento Milena Veljović ha scritto di aver parlato con il direttore del 3. maj, Edi Kučan, e di aver constatato che a Fiume al momento non hanno una soluzione per pagare il debito. Milena Veljović ha segnalato, inoltre, che il 3. maj non ha attualmente commesse da affidare in subappalto allo Scogli Olivi.

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